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MySpace ritorna? Una riflessione sulla nostalgia di un Internet che non esiste più

Immagine trovata qui e creata dallo stesso autore. Licenza PIXABAY

Sulla pagina Facebook di Humanity4Life è stato pubblicato un post che sembra citare il ritorno del mitico MySpace. Questo è l'articolo, che traduco e condivido con voi. Poi esprimo una mia considerazione.

Il testo originale tradotto

MySpace potrebbe essere in procinto di preparare uno dei ritorni più inaspettati nella storia di Internet.

Il social network che ha definito un'intera epoca del Web dei primi anni potrebbe essere rilanciato con una filosofia molto diversa: meno controllo degli algoritmi e più possibilità di scelta su ciò che gli utenti vedono realmente.

L'idea sarebbe quella di tornare a qualcosa che i social network un tempo facevano naturalmente: mostrarti i post delle persone che avevi scelto di seguire, invece di lasciare che un algoritmo basato sull'interazione decidesse cosa merita la tua attenzione.

Per chi ricorda la personalizzazione dei profili, la scelta dei Top 8 e la canzone che partiva automaticamente quando qualcuno visitava la propria pagina, MySpace rappresenta una versione molto diversa di Internet.

Resta però un'altra domanda: questa nostalgia può trasformarsi in un social network moderno di successo?

Dopo anni di feed sempre più condizionati dagli algoritmi, riportare una piattaforma costruita intorno al controllo dell'utente potrebbe essere sorprendentemente attuale.

Forse Tom era semplicemente arrivato troppo presto.

La mia considerazione

Ai tempi MySpace era qualcosa di bello e innovativo. C'era veramente di tutto. Ricordo i profili di "spannati" che si spaccavano per piaciani, lotti... insomma, c'era veramente di tutto.

La privacy non esisteva e neanche la moderazione, almeno non come la intendiamo oggi.

La sua nascita coincide con quel Web fatto di modem 56K, rumori acustici, linee che cadevano e connessioni fragili, che per sempre stava terminando per lasciare spazio a connessioni più stabili, come l'ADSL.

Però le connessioni stabili spesso non coincidono con altre virtù alle quali il modem ci aveva abituati.

Con il modem analogico non potevi connetterti sempre. Capitava spesso che la connessione non fosse garantita e allora entrava in scena il fattore sorpresa, stupore, felicità, ma anche tristezza, se il modem non si connetteva con il provider di servizi Internet.

MySpace, del mitico Tom, che era il primo contatto — oggi si chiamerebbe "amico" — e che ti accoglieva, da colosso presente in quasi tutto il mondo ha fatto una fine triste: è stato venduto a una somma modestissima e poi trasformato in un sito non molto chiaro.

Oggi sembra tornare.

Ma, oggettivamente, sono cambiati i tempi. E non parlo di connessioni: siamo cambiati anche noi.

Ci siamo sempre più ritirati in un guscio globale del social network. Anche Facebook, a mio avviso, arranca molto, snobbato dalle moderne generazioni.

E MySpace che ruolo avrebbe oggi?

Per me sarebbe snobbato dalle nuove generazioni e alimenterebbe, nei "vecchietti" come me, un certo senso di nostalgia di quello che ci ha fatto provare allora: felicità, ricordi felici.

Forse lo useremo per questo: per tornare indietro nel tempo, attratti dall'illusione di un periodo che non vivremo mai più di persona, ma solo nei ricordi.

Forse MySpace potrebbe diventare proprio questo: un piccolo angolo del Web nel quale tornare non tanto per vivere il presente, ma per ritrovare qualcosa di noi stessi.

Perché il tempo passa, le tecnologie cambiano, i social cambiano e cambiamo anche noi.

Ma alcune emozioni rimangono.

E forse è proprio per questo che, ancora oggi, quando sentiamo parlare di MySpace e vediamo comparire il volto di quel mitico Tom, qualcosa dentro di noi si muove.

Un ricordo.

Un sorriso.

La sensazione di un'epoca che non tornerà più.

Un'epoca che possiamo soltanto rivivere attraverso i ricordi.

Mangia.

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