Giornata ormai quasi di fine agosto. Ci siamo: manca una settimana al termine di agosto e non so perché, quando arriva questo periodo, mi coglie un senso di nostalgia. Non dico tristezza, però nostalgia, anche per questa estate che se n'è andata. Forse perché mi fa riaffiorare ricordi lontani, dagli anni Ottanta, quando ero un giovane fanciullo e trascorrevo tutte le mie estati in piscina con gli amici, le amichette e poi con lei, questa ragazza che era la cugina di un mio amico: tedesca, bellissima, Sandra, occhi azzurri, capelli biondi, una persona simpatica, che ogni estate tornava al paesello. Suo padre era emigrato tanti anni fa in Germania e lei tornava al suo vecchio paesello per vivere la sua estate italiana. Stava sempre un mese e ricordo che era il mese di agosto. Poi, forse, quando partiva, c'era questo senso di tristezza, di nostalgia per la sua partenza. E forse adesso, da adulto, rivivo la mia infanzia e la mia gioventù. Non dico i blocchi, ma forse rivivo anche ...
Dormono le cime dei monti di Alcmane (trad. di S. Quasimodo, Mondadori) Come dall'alto di una montagna, il Sonno, che gli antichi consideravano una divinità, scende silenzioso: si stende sui declivi, scende nelle valli: alla sua carezza ogni animale della terra, del mare e del cielo, si quieta e si assopisce. Dormono le cime dei monti e le vallate intorno, i declivi e i burroni; dormono i rettili, quanti nella specie la nera terra alleva, le fiere di selva, le varie forme di api, i mostri nel fondo cupo del mare; dormono le generazioni degli uccelli dalle lunghe ali. Redazionale.