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Scoprire Perino: Un Borgo Autentico nel Cuore della Val Trebbia

Ciao a tutti. Oggi vi porto con me lungo la strada che risale la Val Trebbia. Arriviamo a Perino, proprio nel punto esatto dove il torrente omonimo si tuffa nel fiume principale. È una sosta naturale, quasi obbligata, per chi ama viaggiare, fare camminate ed esplorare questo nostro meraviglioso territorio. Sotto lo sguardo della montagna Alzando gli occhi, si nota subito una sagoma scura e imponente. Si tratta della Pietra Parcellara, una roccia che domina e protegge l'intero paesaggio circostante. Osservarla mette pace. Fa capire immediatamente quanto la natura sappia creare scenari incredibili, capaci di lasciare chiunque senza fiato. I sentieri e le acque fresche Indossate scarpe comode. Da questo paese partono dei bellissimi sentieri. Seguendo il corso dell'acqua, ci si inoltra nei boschi freschi della valle fino a raggiungere le cascate del torrente Perino. L'acqua che scorre tra gli alberi e le rocce offre uno spettacolo puro e rigenerante per chi adora immergersi ne...
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Broni, viaggio nel tempo quel Tabar che nella notte avvolse una bimba malata

Foto Gemini IA Questa splendida domenica mattina soleggiata, che ricorda il mese di maggio, mi riporta con il pensiero a una Broni (il mio paese) che non ho mai vissuto direttamente, ma che ho imparato ad amare attraverso i racconti e i ricordi dei miei genitori, dei miei nonni, dei miei zii. Uno dei ricordi più belli riguarda mia mamma e suo padre: lei era solo una bambina, tra gli anni ’30 e ’40, e aveva un po’ di febbre. Mio nonno, per proteggerla dal freddo, la avvolse nel suo TABAR  " tabarro", quel grande mantello di una volta, e la portò in braccio lungo la strada . Intorno c’era quella che chiamavano “neve torniata”, con cumuli alti più di un metro. Così camminavano nella notte, immersi nel silenzio della neve. È l’immagine di una Broni ormai lontana, che oggi vive soltanto nei ricordi di chi l’ha vissuta e nei racconti di chi, come me, ne custodisce la memoria. Mangia

Pia anca mé”: il ricordo di una Broni che non c’è più

Foto creata con GEMINI IA Questa mattina, leggendo il bellissimo Vangelo del giorno secondo il Rito Romano, mi è capitata una cosa che mi succede abbastanza spesso: una parola, una frase, un'immagine del Vangelo mi porta indietro nel tempo. In piccolissima parte, il bellissimo Vangelo del giorno secondo il Rito Romano ci racconta anche qualcosa del passato del mio paese Broni. Secondo me è giusto far conoscere BRONI, la sua storia e le sue tradizioni anche a chi è arrivato da lontano per vivere in paese. Un paese, infatti, non è fatto solo di strade, piazze e case, ma anche dei ricordi di chi ci ha vissuto e delle tradizioni che, piano piano, rischiano di scomparire. Vediamo allora il bellissimo Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo (20,1-16a): «In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: “Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò ne...

Tra luci, giostre e ricordi: la Fiera che non c’è più

Pensiero un po’ da “vecchio rinco”... Però vabbè… Se avete voglia di leggerlo, buona lettura. Di solito, nei piccoli paesi, anche quando qualcuno li definisce “città”, resta qualcosa che non cambia mai. Io, da buon romantico, Broni OltrepòPavese continuerò a chiamarlo paese. O, come si diceva un tempo — forse tramandato da un passato ormai remoto — “re di pais”, il re dei paesi. Un tempo la piazza del mercato veniva letteralmente “assalita” da barbari provenienti dai paesi limitrofi e da altre zone, tutti pronti a vivere una fiera strepitosa, fatta di luci, giostre, profumi, frittelle, zucchero filato e… “calci in xxx”! C’erano la mitica autopista Merli di Voghera, la sala giochi, la Piovra — quante volte l’ho pulita per guadagnarmi qualche gettone in regalo! — e soprattutto tanta, tantissima voglia di divertirsi. Ricordo con profonda felicità e nostalgia la Fiera della mia infanzia e della mia gioventù. Oggi so bene che non è più come allora. I tempi cambiano, le abitudini cambiano… ...

Le Temps des Fleurs Fanées

I fiori dormivano sul pianoforte in un appartamento troppo caldo. Il sipario bianco si muoveva appena sotto le luci del palcoscenico. Guardavi la sera calare senza cercare davvero il mio sguardo e il silenzio tra le nostre voci si faceva sempre più tenue. A volte il vino si raffreddava lentamente, come i nostri gesti del passato. Persino il vecchio disco italiano suonava più malinconico che allegro. Il tempo dei fiori appassiti ritorna in certe sere d'estate come un profumo già perso nelle strade che non abitiamo più. Le nostre mani scivolavano verso il silenzio senza rabbia, senza violenza come stagioni stanche che se ne vanno senza una parola. La pioggia luccicava sui balconi, i giornali parlavano della stagione e noi restavamo alle finestre a guardare il mondo scomparire. Il tuo cappotto grigio vicino alla porta sembrava già in partenza per un altro luogo. Come quei treni che non trasportano altro che la lentezza delle ore. La mezzanotte calò sui caffè, le lampade si tinsero d...

Pensiero Stupendo :La Piscina!

Appena torno dalla piscina, oggi quasi deserta, e quindi grandi nuotate. Ogni bracciata mi riportava indietro nel tempo, a quando l’Andrea bambino nuotava alle 9 del mattino, con l’acqua fredda, e al pomeriggio in quella vasca per lui immensa.  Mangia 

Quando finisce l’estate: la nostalgia di ciò che eravamo

Giornata ormai quasi di fine agosto. Ci siamo: manca una settimana al termine di agosto e non so perché, quando arriva questo periodo, mi coglie un senso di nostalgia. Non dico tristezza, però nostalgia, anche per questa estate che se n'è andata. Forse perché mi fa riaffiorare ricordi lontani, dagli anni Ottanta, quando ero un giovane fanciullo e trascorrevo tutte le mie estati in piscina con gli amici, le amichette e poi con lei, questa ragazza che era la cugina di un mio amico: tedesca, bellissima, Sandra, occhi azzurri, capelli biondi, una persona simpatica, che ogni estate tornava al paesello. Suo padre era emigrato tanti anni fa in Germania e lei tornava al suo vecchio paesello per vivere la sua estate italiana. Stava sempre un mese e ricordo che era il mese di agosto. Poi, forse, quando partiva, c'era questo senso di tristezza, di nostalgia per la sua partenza. E forse adesso, da adulto, rivivo la mia infanzia e la mia gioventù. Non dico i blocchi, ma forse rivivo anche ...