Le generazioni di oggi sono, senza dubbio, generazioni difficili. Tutto e subito: questo sembra essere il loro motto. Una generazione orientata al successo, all’apparire, agli abiti firmati, alla macchina di lusso, ai compagni che devono essere perfetti. Stiamo vivendo un’epoca che, a dir poco, lascia disorientati. C’è una crescente preoccupazione per queste nuove generazioni che crescono con valori sempre più fragili, spesso vuoti, influenzati dai social network, dalle visualizzazioni, dai like, da piattaforme come Instagram, dove ciò che conta davvero è apparire: sapersi vestire, essere sempre alla moda, essere costantemente sotto i riflettori. Chi resta fuori da questo meccanismo è automaticamente escluso, “out”. È una realtà difficile da comprendere, dove sembra che tutti debbano essere pronti subito, sempre disponibili a ricominciare, a rincorrere qualcosa che spesso nemmeno sanno definire. La figura del padre, un tempo punto di riferimento, sembra oggi messa da parte, in una soc...
Quest’oggi, sabato, il mio solito giro al camposanto per trovare tutti i miei cari defunti: familiari, amici di famiglia, ma anche perfetti sconosciuti. È un sabato mattina soleggiato, eppure nel mio cuore c’è molta tristezza. Nelle mie camminate del sabato, infatti, mi capitava spesso di incontrare un piccolo animaletto indifeso: un gattino che aveva trovato in questo luogo di pace e serenità la sua casa. Lontano da occhi indiscreti, lontano dai pericoli. Questo gattino mi accompagnava ogni sabato, silenziosamente, nelle mie passeggiate tra il mondo dei vivi e quello dei cari trapassati. Ma oggi non c’è più. Purtroppo qualcuno lo ha preso a bastonate. Così sembra, da quanto ho letto in un post molto attendibile di un’amica di famiglia che raccontava l’accaduto. È davvero una cosa brutta. Oggi questo luogo sembra molto più triste, senza il suo piccolo custode. Questo custode silenzioso e amichevole, che spesso ti accompagnava a visitare i tuoi cari, non c’è più… e purtroppo non ci...