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Sabato 14 febbraio, pioggia e profumo di mare

Oggi è una giornata uggiosa, sabato 14 febbraio. La pioggia scende lentamente, con quella calma sottile che sembra volerci accompagnare per tutto il giorno. Mi sa proprio che non ci lascerà tanto presto. Eppure, non so perché, nell’aria c’è qualcosa di diverso. Un profumo. Una sensazione difficile da spiegare. Mi ricorda il mare. Quel mare d’inverno che, anni fa, era il mio rifugio del sabato. Ogni settimana facevo il mio piccolo “giretto” per rigenerarmi, per staccare da tutto, o semplicemente per respirare quei sapori e quegli odori che solo il mare, soprattutto a bordo scoglio, sa regalare. Il rumore delle onde che si infrangono. L’aria salmastra che punge leggermente il viso. Quel senso di libertà silenziosa che solo il mare sa dare. Oggi, anche se la giornata è grigia e malinconica, sento nell’aria proprio quell’odore. Quel profumo che mi riporta lì, tra gli scogli, davanti a un orizzonte infinito. È strano come certi ricordi tornino così, senza preavviso, trasportati da una semp...
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Auguri alla Radio: la magia che non smette di emozionare

Auguri alla Radio. Auguri a chi la fa, a chi l’ha fatta e a chi la farà. A chi sogna di stare dietro a un microfono, con il cuore che batte forte prima di andare in onda. E a chi, semplicemente, la ascolta. Oggi la radio è ovunque. È nello smartphone, in auto, nelle cuffie mentre camminiamo. È in streaming, in podcast. Si è evoluta, ma non ha mai perso la sua anima. Eppure, permettetemi un piccolo ricordo. Un ragazzo. Una stanza. Una radio con una grande manopola da girare lentamente. Su tutte le bande. Alla ricerca di una voce. Di una canzone che arriva tra fruscii e interferenze. Quel gesto era magia. E ogni volta che ascolto “Lupo Solitario DJ” di Marco Ferradini, mi torna in mente proprio quell’immagine. Una canzone intensa, malinconica, capace di raccontare la solitudine e la passione di chi vive la notte dietro un microfono. Un brano che celebra quella radio romantica, fatta di emozioni vere, di dediche sussurrate, di parole che arrivano dritte al cuore. Il “lupo solitario” non ...

Notte di sabato tra nostalgia e musica: preparando la playlist per Radio Cantù Brianza

Notte di sabato. Una di quelle notti che passano lente, metà nel presente e metà nei ricordi. Sono qui, sul PC, a preparare la scaletta per il programma della domenica su Radio Cantù Brianza FM 89.6. Scorro le canzoni da mettere in playlist: tante belle canzoni, tanti ricordi. Basta leggere i titoli per tornare indietro nel tempo. I brani più recenti in cima, quelli più vecchi in fondo. E quando guardo il numero totale delle canzoni mi viene da pensare: accidenti, come passa il tempo. Ogni titolo è una porta che si apre su un pezzo di passato. Anni in cui, di sabato sera, di certo non si stava in casa. Si usciva. Si viveva la notte. Oggi forse il sabato sera è dei ragazzi più giovani, degli adolescenti. A noi — o a me, se vogliamo dirla tutta — resta il ruolo di “giovane uomo”, o magari di giovane boomer, se vogliamo sorriderci sopra. A quest’ora, anni fa, ero nella mia discoteca preferita, con un drink in mano o in pista a ballare. Oppure in un pub, una birreria, tra risate, scherzi ...

Caro Amico Don... Cronache di un’Addio al Celibato Piacentino

L'addio al Celibato del Caro Amico Don Serata di venerdì, una serata non certo come tutte le altre. Il caro amico Don mercoledì si sposerà a breve e questa sera abbiamo organizzato il suo addio al celibato. Non per salutarlo nel senso che non si farà più vedere, ma per celebrarlo, per ridere insieme e condividere una bella mangiata. Ci siamo ritrovati al nostro avamposto preferito: l'Osteria la Pescarolina a pochi chilometri da Piacenza , dal caro Enzo, o meglio, dal caro oste, come si diceva una volta. Perché lì si mangia davvero bene, si mangia come una volta, con i sapori antichi di Piacenza e della sua provincia. È stata una serata bella, divertente, ma anche interessante sotto tanti aspetti. Ovviamente abbiamo dimenticato il cellulare: niente video da scrollare su Instagram o Facebook quando si esce tra di noi. Si parla, invece, un po’ di tutto: di quello che è stato e di quello che sarà, anche se il domani, in fondo, non lo conosce nessuno. Celebriamo quindi il caro amic...

Broni, quando il lavoro finiva al suono di una sirena

Quando la sirena segnava il tramonto di Broni Anni fa, alle 17 in punto, la sirena della cementifera segnava la fine della giornata. Un suono che accompagnava gli operai verso casa e che arrivava fino ai campi, agli agricoltori, intenti a chiudere le ultime ore di potatura e di cura del vigneto. Un richiamo che univa fabbrica e campagna, lavoro e silenzio. E il tramonto, visto da qui, resta ancora oggi sempre bellissimo. Buona serata a tutti. Mangia.