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Pia anca mé”: il ricordo di una Broni che non c’è più

Foto creata con GEMINI IA Questa mattina, leggendo il bellissimo Vangelo del giorno secondo il Rito Romano, mi è capitata una cosa che mi succede abbastanza spesso: una parola, una frase, un'immagine del Vangelo mi porta indietro nel tempo. In piccolissima parte, il bellissimo Vangelo del giorno secondo il Rito Romano ci racconta anche qualcosa del passato del mio paese Broni. Secondo me è giusto far conoscere BRONI, la sua storia e le sue tradizioni anche a chi è arrivato da lontano per vivere in paese. Un paese, infatti, non è fatto solo di strade, piazze e case, ma anche dei ricordi di chi ci ha vissuto e delle tradizioni che, piano piano, rischiano di scomparire. Vediamo allora il bellissimo Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo (20,1-16a): «In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: “Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò ne...
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Tra luci, giostre e ricordi: la Fiera che non c’è più

Pensiero un po’ da “vecchio rinco”... Però vabbè… Se avete voglia di leggerlo, buona lettura. Di solito, nei piccoli paesi, anche quando qualcuno li definisce “città”, resta qualcosa che non cambia mai. Io, da buon romantico, Broni OltrepòPavese continuerò a chiamarlo paese. O, come si diceva un tempo — forse tramandato da un passato ormai remoto — “re di pais”, il re dei paesi. Un tempo la piazza del mercato veniva letteralmente “assalita” da barbari provenienti dai paesi limitrofi e da altre zone, tutti pronti a vivere una fiera strepitosa, fatta di luci, giostre, profumi, frittelle, zucchero filato e… “calci in xxx”! C’erano la mitica autopista Merli di Voghera, la sala giochi, la Piovra — quante volte l’ho pulita per guadagnarmi qualche gettone in regalo! — e soprattutto tanta, tantissima voglia di divertirsi. Ricordo con profonda felicità e nostalgia la Fiera della mia infanzia e della mia gioventù. Oggi so bene che non è più come allora. I tempi cambiano, le abitudini cambiano… ...

Le Temps des Fleurs Fanées

I fiori dormivano sul pianoforte in un appartamento troppo caldo. Il sipario bianco si muoveva appena sotto le luci del palcoscenico. Guardavi la sera calare senza cercare davvero il mio sguardo e il silenzio tra le nostre voci si faceva sempre più tenue. A volte il vino si raffreddava lentamente, come i nostri gesti del passato. Persino il vecchio disco italiano suonava più malinconico che allegro. Il tempo dei fiori appassiti ritorna in certe sere d'estate come un profumo già perso nelle strade che non abitiamo più. Le nostre mani scivolavano verso il silenzio senza rabbia, senza violenza come stagioni stanche che se ne vanno senza una parola. La pioggia luccicava sui balconi, i giornali parlavano della stagione e noi restavamo alle finestre a guardare il mondo scomparire. Il tuo cappotto grigio vicino alla porta sembrava già in partenza per un altro luogo. Come quei treni che non trasportano altro che la lentezza delle ore. La mezzanotte calò sui caffè, le lampade si tinsero d...

Pensiero Stupendo :La Piscina!

Appena torno dalla piscina, oggi quasi deserta, e quindi grandi nuotate. Ogni bracciata mi riportava indietro nel tempo, a quando l’Andrea bambino nuotava alle 9 del mattino, con l’acqua fredda, e al pomeriggio in quella vasca per lui immensa.  Mangia 

Quando finisce l’estate: la nostalgia di ciò che eravamo

Giornata ormai quasi di fine agosto. Ci siamo: manca una settimana al termine di agosto e non so perché, quando arriva questo periodo, mi coglie un senso di nostalgia. Non dico tristezza, però nostalgia, anche per questa estate che se n'è andata. Forse perché mi fa riaffiorare ricordi lontani, dagli anni Ottanta, quando ero un giovane fanciullo e trascorrevo tutte le mie estati in piscina con gli amici, le amichette e poi con lei, questa ragazza che era la cugina di un mio amico: tedesca, bellissima, Sandra, occhi azzurri, capelli biondi, una persona simpatica, che ogni estate tornava al paesello. Suo padre era emigrato tanti anni fa in Germania e lei tornava al suo vecchio paesello per vivere la sua estate italiana. Stava sempre un mese e ricordo che era il mese di agosto. Poi, forse, quando partiva, c'era questo senso di tristezza, di nostalgia per la sua partenza. E forse adesso, da adulto, rivivo la mia infanzia e la mia gioventù. Non dico i blocchi, ma forse rivivo anche ...

Dormono le cime dei monti

Dormono le cime dei monti ​ di Alcmane (trad. di S. Quasimodo, Mondadori) ​Come dall'alto di una montagna, il Sonno, che gli antichi consideravano una divinità, scende silenzioso: si stende sui declivi, scende nelle valli: alla sua carezza ogni animale della terra, del mare e del cielo, si quieta e si assopisce. ​Dormono le cime dei monti e le vallate intorno, i declivi e i burroni; ​dormono i rettili, quanti nella specie la nera terra alleva, le fiere di selva, le varie forme di api, i mostri nel fondo cupo del mare; ​dormono le generazioni degli uccelli dalle lunghe ali. Redazionale. 

Il Covid ci ha cambiati dentro? Quando il mondo reale è diventato virtuale

Spesso le serate con gli amici sono anche un momento per sviluppare argomenti interessanti. Lo scorso venerdì, mentre ero fuori con il caro amico Gianluca, che è passato a trovarmi perché, purtroppo, la mia cara vecchia macchinina mi ha lasciato a piedi con la batteria, oltre a parlare delle nostre passioni, della nostra vita, dei nostri progetti, di musica, di cinema, di tutto e di più e di scacchi, il caro amico Gianluca mi faceva notare una riflessione che, devo essere sincero, condivido.  Tornando a casa, abbiamo visto che le strade erano particolarmente deserte: c'erano in giro poche persone. Certo, sicuramente eravamo a ridosso di Ferragosto, però poi lui mi ha fatto notare una cosa molto interessante che condivido con voi, se volete esprimere anche il vostro parere. Il caro Gianluca mi fa: «Da quando c'è stato il Covid, purtroppo, abbiamo cambiato stile di vita e anche i rapporti tra le persone sono notevolmente cambiati» .  In effetti, se ci pensiamo bene, il Covid è ...