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La Trave nel Microfono Vangelo Secondo Matteo, Capitolo 7 versetto 3

  Vangelo Secondo Matteo, Capitolo 7 versetto 3 «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo?» Per le amiche/amici Radiofonici. Che ne pensate?. Oggi, per caso, su Facebook mi è apparso un video di una grande professionista delle Radio Nazionali che in passato ha lasciato un segno importante nella memoria della radio. Il video mostrava la sua irritazione verso un conduttore di un grande network che aveva commesso, inavvertitamente, una banale gaffe durante la presentazione di un artista e del suo brano. Che ne pensano gli amici e le amiche radiofoniche? È giusto criticare l’errore di uno speaker di una radio importante solo per una svista? Personalmente, penso che non sia mai bello puntare il dito sugli errori altrui, che si tratti di un professionista o di uno speaker radiofonico che fa radio per hobby (come il sottoscritto). Gli errori li facciamo tutti, e questo vale non solo per la radio ma anche per la vita: forse s...
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Lettura Gen 6, 1-22 dal libro della Genesi - letta dall'uomo della strada

«Or quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e furono loro nate delle figliuole, i figliuoli di Dio videro che le figliuole degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte. E l'Eterno disse: "Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l'uomo, perché nel suo traviamento egli non è che carne e i suoi giorni saranno quindi centoventi anni". In quel tempo c'erano sulla terra i giganti e ci furono anche di poi, quando i figliuoli di Dio si accostarono alle figliuole degli uomini e queste fecero loro dei figliuoli. Essi furono uomini potenti che fin dai tempi antichi sono stati famosi. E l'Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo. E l'Eterno si pentì d'aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. E l'Eterno disse: "Io sterminerò dalla faccia della terra l...

La natura mi ha parlato

Caro lettore, cara lettrice, eccoci di nuovo sul mio blog. Come avrai notato, non lo aggiorno quotidianamente. Non ho padroni, non ho legami, non devo inseguire like, visualizzazioni o interessi di alcun genere. Scrivo semplicemente quando ne sento il desiderio, per quei due o tre amici, conoscenti o perfetti sconosciuti che, ogni tanto, fanno una visita a questo piccolo spazio. Oggi voglio condividere con voi una notizia che, in un certo senso, è arrivata all'improvviso. Sapete, ci sono decisioni che maturano lentamente e poi, un giorno, diventano realtà. Un po' come quando una persona smette definitivamente di fumare o di bere. Ebbene, credo di essere diventato vegetariano. Dico "credo" perché preferisco essere prudente: per ora sono vegetariano al 99%. Ho deciso di abbandonare il consumo di carne e di pesce. Perché questa scelta? Perché nella mia vita stanno accadendo cose che mi fanno riflettere. Ogni sabato mattina, durante le mie passeggiate, incontro con...

Anche i miti del cinema invecchiano, direi

Ci sono sere in cui non succede niente di speciale. E forse è proprio questo il punto. È sabato sera, uno di quelli d’estate, quando il caldo resta attaccato anche dentro casa e l’aria sembra non voler cambiare mai. Io sono lì, come tanti altri sabati della mia età, con la TV accesa più per compagnia che per vera curiosità. Intanto sto sistemando le bozze della trasmissione di domani. La solita routine: domenica mattina alle 9 su Radio Cantù Brianza FM 89.6, prima della Santa Messa. Una cosa che faccio da anni, con lo stesso senso di responsabilità e, allo stesso tempo, con quella calma che arriva quando certe cose diventano parte di te. La TV va, ma in realtà non la sto guardando davvero. Faccio zapping. E come spesso accade, non trovo nulla che mi trattenga. Le reti ammiraglie scorrono, ma non resta niente. Poi mi fermo su Cine34. E lì cambia l’atmosfera. C’è un film di quelli che una volta si chiamavano “commedia sexy all’italiana”. Con Lino Banfi , Alvaro Vitali , Gianfran...

Fuori dalla palestra, quasi l'una di notte

Notte qualunque di un giorno qualunque di inizio estate. Fuori c'è quel frescolino tipico della notte che mi è sempre piaciuto. Non è ancora il caldo pieno dell'estate, quello che ti fa cercare un po' d'aria anche a mezzanotte. No, questa è una temperatura gentile, che ti accompagna. Si sta bene. La notte è tranquilla, non vola una mosca. Sono qui, fuori da una palestra aperta ventiquattr'ore su ventiquattro, in attesa di mio nipote. Guardo le vetrate illuminate e mi ritrovo a pensare. Un tempo, in questo periodo dell'anno, le serate avevano un sapore diverso. C'erano i discopub, le feste di paese, le sagre, le piazze piene di gente. Si usciva dopo cena senza sapere bene dove si sarebbe finiti. Bastava una telefonata, un colpo di clacson sotto casa, un appuntamento improvvisato. Ci si ritrovava con gli amici per fare due chiacchiere. Magari sempre le stesse, magari senza dire nulla di importante, ma si stava insieme. Si rideva, si scherzava, si incontrava q...

Le città di pianura: un viaggio poetico e profondo nelle notti venete e nella vita di due uomini di mezza età

Le città di pianura: un film che mi ha conquistato Le mie considerazioni dopo le proiezioni Dolce notte, care amiche e cari amici del blog. Martedì sera, ormai il 2 Giugno, come capita spesso, mi sono avvicinato, in punta di piedi al mio cinema di fiducia, il Cinema Jolly di San Nicolò di Rottofreno, in provincia di Piacenza,  per vedere un film di cui avevo sentito parlare molto bene. Una pellicola che, a detta degli addetti ai lavori, è un vero capolavoro e che ha già raccolto numerosi premi: Le città di pianura . Mi sono presentato al cinema con entusiasmo e con il pensiero che sicuramente sarebbe stata una proiezione di altissimo livello. Inizia il film e subito rimango colpito. Una pellicola fatta veramente bene. Non ho problemi a definirlo un capolavoro del cinema italiano contemporaneo. I premi che ha ricevuto sono tanti e, a mio avviso, sono tutti meritati. Questo è uno di quei film che potrebbero tranquillamente aspirare ai più importanti riconoscimenti cinematografici....

Quando nessuno ricorderà più il nostro nome. Tra 100 anni non saremo più niente

Ciò che davvero resta Riflessioni di un autore sconosciuto che da anni spopola sul web e nei social network. Tra 100 anni, per esempio, nel 2123, saremo tutti sepolti con i nostri parenti e amici. Gli estranei vivranno nelle nostre case, che abbiamo lottato tanto per costruire e possederanno tutto quello che abbiamo oggi. Tutte le nostre proprietà saranno di sconosciute, che non sono ancora nate... compreso quell'auto per cui hai speso una fortuna, probabilmente sarà in un ferro vecchio, nella migliore delle ipotesi sarà nelle mani di un collezionista sconosciuto. I nostri discendenti poco o quasi nessuno sapranno chi eravamo, né si ricorderanno di noi. Quanti conosciamo il padre di nostro nonno? Dopo la nostra morte saremo in ricordo per qualche anno, poi saremo solo un ritratto sulla libreria di qualcuno e qualche anno dopo la nostra storia, le nostre foto, le nostre gesta vanno nel bidone dell'oblio della storia... non saremo nemmeno ricordi. Forse se un giorno ci fermassim...