“Chi sono io per giudicare?” Una frase di Papa Francesco ormai diventata virale.
Ancora più profondo è il riferimento al Vangelo secondo Giovanni 8,1-11, nell'episodio della donna adultera. Gesù dice a chi vuole condannarla:
«Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei.»
Ritornando a Fabrizio De André, essendo anarchico, penso che fosse indifferente alla politica intesa come appartenenza e schieramento. Lo stesso discorso, secondo me, vale per Francesco Guccini e per tanti altri cantautori: non possiamo far indossare loro, a tutti i costi, una casacca politica.
La musica deve essere accessibile a tutti: poveri e ricchi, destra e sinistra, persone con idee diverse, perché la musica dovrebbe unire e non dividere.
Per rispetto a De André, secondo me, andava evitata la contestazione. Forse sarebbe stato più decoroso semplicemente ascoltare le sue canzoni in silenzio, pensando che comunque c'è qualcuno che ha altre idee, diverse dalle nostre.
Perché possiamo non essere d'accordo con una persona, ma questo non significa necessariamente doverla contestare o giudicare.
Lo stesso De André, da quello che avevo letto, quando venne rapito mantenne un legame profondo con la Sardegna e, anzi, arrivò a parlare dei suoi carcerieri in termini sorprendenti, descrivendoli come “gentilissimi, quasi materni”.
Una riflessione che fa pensare.
Forse, alla fine, anche questa è una delle grandi lezioni che possiamo trarre dalla musica e dalla vita di un artista come De André: non dobbiamo necessariamente condividere le idee degli altri per rispettarli.
E prima di giudicare qualcuno, forse dovremmo ricordarci delle parole di Gesù e chiederci:
“Io sono davvero senza peccato, tanto da poter scagliare la prima pietra?”
Mangia.

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