Le città di pianura: un viaggio poetico e profondo nelle notti venete e nella vita di due uomini di mezza età
Le città di pianura: un film che mi ha conquistato
Le mie considerazioni dopo le proiezioni
Dolce notte, care amiche e cari amici del blog.
Martedì sera, ormai il 2 Giugno, come capita spesso, mi sono avvicinato, in punta di piedi al mio cinema di fiducia, il Cinema Jolly di San Nicolò di Rottofreno, in provincia di Piacenza, per vedere un film di cui avevo sentito parlare molto bene. Una pellicola che, a detta degli addetti ai lavori, è un vero capolavoro e che ha già raccolto numerosi premi: Le città di pianura. Mi sono presentato al cinema con entusiasmo e con il pensiero che sicuramente sarebbe stata una proiezione di altissimo livello.
Inizia il film e subito rimango colpito. Una pellicola fatta veramente bene. Non ho problemi a definirlo un capolavoro del cinema italiano contemporaneo. I premi che ha ricevuto sono tanti e, a mio avviso, sono tutti meritati. Questo è uno di quei film che potrebbero tranquillamente aspirare ai più importanti riconoscimenti cinematografici.
Girato magnificamente, questo road movie ci porta attraverso le strade del Veneto, tra paesaggi di collina, montagne e piccoli paesi che fanno da splendida cornice alla storia.
Fin da subito conosciamo due personaggi un po' bizzarri, quasi usciti da un'altra epoca. Vestiti con uno stile che richiama gli anni Settanta e Ottanta, sembrano avere ben poco a che fare con la società di oggi.
Sono due uomini che, per certi versi, si possono definire allo sbando. Passano molte delle loro notti tra bevute e avventure improbabili. E forse proprio per questo rappresentano un elemento di rottura rispetto ai giorni nostri. Viviamo in una società fatta di giovani attenti all'immagine, alla forma fisica, alla dieta e all'apparire. Loro invece sembrano appartenere a un mondo quasi scomparso.
Girano per le strade del Veneto senza una meta precisa e senza essere continuamente attaccati al cellulare. Anzi, nel film il telefono praticamente non esiste. Quando trovano una trattoria o un'osteria si fermano a mangiare, come si faceva una volta, e poi la serata continua tra racconti, incontri e qualche bicchiere di troppo.
Certo, nel film si esagera con l'uso degli alcolici, ma forse è anche questo che rende la pellicola affascinante, toccante e, per certi versi, profonda.
Questi due uomini lavorano come operai e cercano di tirare avanti come possono. Hanno anche qualche piccolo traffico poco chiaro da nascondere e un passato che emerge poco alla volta durante il racconto.
C'è poi la figura di un loro amico che era partito per l'Argentina in cerca di fortuna. Da quello che si capisce nel film, però, le cose non sono andate come sperava e il ritorno in Italia diventa inevitabile.
A un certo punto arriva anche l’incontro fortuito con un giovane studente universitario, e lì il film, a mio parere, tocca uno dei suoi momenti più interessanti. Da una parte c’è la generazione dei nostri padri e nonni, persone che vivevano con più leggerezza, senza cellulari e senza l’ansia costante degli impegni. Mi hanno ricordato, per certi versi, i protagonisti di "Amici Miei" o "I Vitelloni". Certo, qui si entra in un territorio quasi sacro del cinema italiano, trattandosi di film mitologici, ma questo lavoro, a mio avviso, può essere letto anche come un degno tributo a quel cinema sbarazzino e goliardico, con una sottile malinconia che affiora nonostante i bagordi.
Dall'altra parte troviamo questo ragazzo che rappresenta perfettamente il mondo di oggi. Deve studiare, deve tornare a casa, deve telefonare, deve organizzare ogni momento della sua giornata.
Eppure, strada facendo, anche lui finisce per lasciarsi coinvolgere da questa strana avventura. In qualche modo si lascia contagiare dal loro modo di vivere e condivide con loro emozioni, esperienze e quelle che potremmo definire delle moderne "zingarate".
Un altro aspetto che mi è piaciuto molto è la scelta di utilizzare poca musica. I dialoghi sono il vero cuore del film. Sono intensi, credibili e riescono a catturare l'attenzione dello spettatore.
Non ci sono momenti morti. Si rimane sempre coinvolti e curiosi di capire cosa succederà nella scena successiva.
Le città di pianura è anche un film che riscopre le radici e le tradizioni del nostro Paese. Il dialetto veneto, utilizzato in molte scene, contribuisce a rendere tutto più autentico e vicino alla realtà.
Il mio consiglio è semplice: andate a vederlo.
Sono convinto che durante l'estate verrà proiettato in molte arene e cinema all'aperto in tutta Italia. Se ne avete l'occasione, non lasciatevelo sfuggire.
A mio avviso siamo di fronte a un grande film, uno di quelli che lasciano qualcosa dentro lo spettatore anche dopo l'uscita dalla sala.
Le città di pianura è un'opera che merita il successo che sta ottenendo e che potrebbe regalarci ancora molte soddisfazioni.
Chissà, magari un giorno sarà bello vederlo arrivare fino ai più grandi palcoscenici internazionali.
Nel frattempo, il consiglio è uno solo: tutti al cinema.
Cari Mirta e Alberto,
un'altra estate è arrivata e, con lei, la chiusura del Jolly. Non so come ringraziarvi per tutte le meravigliose emozioni che mi fate vivere ormai da tanti anni. Certo, oggi sono un po' meno costante, ma quando entro nel vostro cinema entro in un ambiente magico, fatto di ricordi che mi riportano a quando, da bambino, mi avvicinavo alla sala del mio paese. Siete rimasti davvero gli unici a offrire una programmazione così meravigliosa. I vostri film sono sempre bellissimi: fanno sognare a occhi aperti. E poi la vostra gentilezza, la vostra simpatia e il vostro sorriso sono qualcosa che ci regala davvero tanto. Grazie per tutto quello che fate per noi spettatori. Grazie per l'impegno e la passione con cui programmate film davvero meravigliosi.
Ricordo ancora quando conobbi per la prima volta Alberto. Saranno passati quindici, forse vent'anni. Venne nella scuola in cui lavoravo "Chignolo po"per consegnare i biglietti del Jolly e, quasi per curiosità, mi dissi.. "Proviamo questo cinema." Da quel giorno non l'ho più lasciato e ho continuato a scegliere sempre e solo la vostra sala. È stato uno di quegli incontri semplici che, senza saperlo, finiscono per lasciare un segno nel cuore.
Un grande abbraccio. Vi voglio tanto bene.
Andrea. A settembre.
A questo link: https://www.jolly2.com vi condivido il sito ufficiale del Jolly 2.
Tutte le info sulla pellicola a questo Link: https://it.wikipedia.org/wiki/Le_citt%C3%A0_di_pianura
Mangia.

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