Caro lettore, cara lettrice,
eccoci di nuovo sul mio blog.
Come avrai notato, non lo aggiorno quotidianamente. Non ho padroni, non ho legami, non devo inseguire like, visualizzazioni o interessi di alcun genere. Scrivo semplicemente quando ne sento il desiderio, per quei due o tre amici, conoscenti o perfetti sconosciuti che, ogni tanto, fanno una visita a questo piccolo spazio.
Oggi voglio condividere con voi una notizia che, in un certo senso, è arrivata all'improvviso. Sapete, ci sono decisioni che maturano lentamente e poi, un giorno, diventano realtà. Un po' come quando una persona smette definitivamente di fumare o di bere.
Ebbene, credo di essere diventato vegetariano. Dico "credo" perché preferisco essere prudente: per ora sono vegetariano al 99%. Ho deciso di abbandonare il consumo di carne e di pesce.
Perché questa scelta?
Perché nella mia vita stanno accadendo cose che mi fanno riflettere. Ogni domenica mattina, durante le mie passeggiate, incontro conigli selvatici. Una volta una volpe, altre volte altri animali. È come se la natura, in qualche modo, volesse mandarmi un messaggio: "Andrea, smetti di mangiarci."
Poi, parlando con una cara amica, abbiamo affrontato proprio questo argomento. Le sue riflessioni, unite alle mie esperienze, mi hanno fatto guardare le cose da un'altra prospettiva. Una prospettiva più etica, più rispettosa della natura e di quei piccoli esseri viventi che, insieme a noi, abitano questa Terra.
La vita è fatta così. Ci si pone tante domande e, a volte, le risposte arrivano quando meno ce lo aspettiamo. Un giorno qualunque può diventare quello in cui si decide di cambiare.
Non so se riuscirò a mantenere questa scelta per sempre. Lo scoprirà soltanto il tempo. Però, se volessimo usare il linguaggio di un bravo giornalista, potremmo dire che le condizioni ci sono tutte.
Oggi voglio condividere con voi un video che ho girato praticamente in presa diretta. Mi sono, per così dire, intrufolato con grande rispetto in una colonia di conigli selvatici, e quello che vedrete è il risultato: circa trenta minuti trascorsi in loro compagnia.
Forse mi hanno riconosciuto come una presenza innocua. Forse hanno semplicemente continuato la loro vita senza preoccuparsi di me. Qualunque sia la risposta, una cosa è certa: la bellezza della natura è straordinaria.
La dolcezza di questi animali mi emoziona profondamente e accompagna spesso le mie passeggiate del sabato mattina. Sono momenti in cui contemplo la natura, l'infinito, medito, prego e, soprattutto, cerco di ritrovare me stesso in una società che mi sembra sempre più frenetica, narcisista e orientata verso valori effimeri.
Vi lascio con una splendida poesia di uno scrittore inglese, insieme al video che ho realizzato.
Il poeta inglese William Cowper, nel suo “The Hare”, descriveva così i piccoli animali selvatici
I
Creatura innocente, felice, muta e cieca,
a cui è concesso un breve numero d’anni,
e raramente di più, per vagare nel vento
e respirare l’aria vitale del cielo.
II
Ti vidi muoverti nella tua grazia,
spirito della rugiada del mattino;
il tuo passo timido, il tuo sguardo gentile,
il manto bruno, l’occhio azzurro.
III
I campi erano il tuo regno luminoso,
il trifoglio dolce, il giaciglio d’erba;
il sole giocava sul tuo pelo
e accarezzava la tua testa di velluto.
IV
Ma l’uomo, crudele con arte spietata,
ti insegue nella quiete del bosco;
e la paura che trema nel tuo cuore
nasce da lui, e non dagli uomini.
V
Eppure tu corri ancora, selvatica e libera,
meraviglia fugace della pianura;
e possa la natura proteggerti a lungo
e difenderti dalla catena del cacciatore.
William Cowper nel suo: “The Hare”
Chissà dove mi porterà questo percorso. Solo Dio lo sa.
Un abbraccio a tutti e grazie di cuore a te che ti sei fermato a leggere questo piccolo blog.
Mangia.
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