Locanda Bedo, ricordi di un tempo perduto
Una foto, molto sbiadita che raffigura mio nonno Sandro alla storica Locanda Bedo.
In questa foto c’è il mio caro nonno Sandro, ritratto insieme a un gruppo di amici alla locanda Bedo di Broni (Oltrepò Pavese) . La fotografia, presumibilmente, dovrebbe risalire alla metà — o forse alla fine — degli anni Settanta. Direi 1975 o 1976. E guardandola io posso solo immaginare l’ambiente, i personaggi, quell’Italia lì, ormai lontana anni luce. Mi immagino mio nonno Sandro con il suo bastone, seduto proprio a quel tavolo della locanda Bedo, come si vede nella foto, circondato dagli amici di sempre. Eccoli lì, tutti insieme, a parlar di politica.
“Lui è di Saragat”, “lui è di Nenni”, quell’altro vota da un’altra parte ancora. Discussioni infinite, magari anche accese, ma sempre con un bicchiere davanti e il rispetto che una volta sembrava venire naturale.
E mio nonno, con quel suo anello d’oro enorme, quasi mastodontico, e quell’aria fiera da cavaliere insignito dal Presidente della Repubblica Italiana e persino dal Presidente della Repubblica Francese, sicuramente è lì che discute con passione.
Lui, grande sostenitore del Partito Socialista Democratico. Qualcun altro comunista, qualcun altro socialista. E magari c’era pure chi, sottovoce, azzardava ancora un po’ di nostalgia per altri tempi. Però erano tutti lì, seduti allo stesso tavolo, in quella locanda meravigliosa.
Sul tavolo un antipasto generoso di salumi dell’Oltrepò Pavese, annaffiato da vino buono. Un Barbera, una Bonarda, forse un Sangue di Giuda… chi può dirlo.
E intanto dalla cucina arrivano aromi, sapori, odori del venerdì. Perché il venerdì era tempo di trippa. Quella buona. Con l’odore dei fagioli che invadeva la sala e si mescolava al vino, al fumo, alle parole.
E questi giovanotti — perché sì, potremmo ancora definirli così — stanno lì attorno al tavolo a parlare del loro passato, della guerra che hanno vissuto, degli anni che scorrono sempre più veloci senza chiedere permesso.
Io posso soltanto immaginare tutto questo guardando questa fotografia.
Ma ognuno di voi, forse, ci vedrà altro. I ricordi della propria famiglia. I propri nonni. Le trattorie, le locande di una volta, quei posti veri che oggi, piano piano, non esistono quasi più.
A voi la buonadomenica
Domani è un altro giorno. E si torna al presente.
Mangia.

Commenti
Posta un commento