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| Foto creata con GEMINI IA |
Secondo me è giusto far conoscere BRONI, la sua storia e le sue tradizioni anche a chi è arrivato da lontano per vivere in paese. Un paese, infatti, non è fatto solo di strade, piazze e case, ma anche dei ricordi di chi ci ha vissuto e delle tradizioni che, piano piano, rischiano di scomparire.
Vediamo allora il bellissimo Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo (20,1-16a):
«In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: “Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono.
Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.
Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?
Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna.”»
Ed è proprio leggendo queste parole che la memoria è tornata indietro nel tempo, alla Broni di tanti anni fa, soprattutto al periodo della vendemmia.
Perché anche qui, nelle nostre campagne, arrivava quel momento dell'anno in cui c'era bisogno di tante persone per lavorare nelle vigne.
Mi ricordo mia mamma, mia zia e anche il nonno che raccontavano di quando si andava al mercato a cercare qualcuno per la vendemmia. E mi è tornata in mente proprio questa frase, che cerco di riportare nel nostro dialetto, chiedendo già scusa per il mio pessimo bronesco:
«So' andà al mercà a cercà qualche dona par la vendemmia. A gh'era una sciura che la m'ha dit: “Pia anca mé, che gh'ò da lavurà!”»
Che, tradotto in italiano, sarebbe:
«Sono andato al mercato a cercare qualche signora per la vendemmia. C'era una signora che mi ha detto: “Prendi anche me, perché ho bisogno di lavorare!”»
Parole semplici, apparentemente piccole, ma che dentro di me hanno il sapore di un tempo che non c'è più. Un tempo in cui, durante la vendemmia, ci si ritrovava in tanti a lavorare nelle vigne. Un tempo fatto di fatica, certamente, ma anche di persone, incontri, racconti e vita di paese.
E forse è proprio questo il bello.
A volte basta una frase del Vangelo, letta tanti anni dopo, per far riaffiorare un ricordo che sembrava ormai lontano. E così, attraverso le parole della parabola dei lavoratori della vigna, mi sono ritrovato a pensare alla mia Broni, alla mia famiglia e a quelle persone che hanno fatto parte della storia del nostro paese. Sono piccoli frammenti di memoria, ma credo che valga la pena conservarli e raccontarli. Perché anche questa è la storia della nostra amata Broni. E magari qualcuno, leggendo queste righe, riconoscerà una parola, un'espressione, un volto o un ricordo della propria famiglia.
L'invito, naturalmente, è anche quello di leggere il resto della Parabola dei Lavoratori della Vigna, perché il significato profondo del Vangelo va ben oltre questo piccolo ricordo che oggi mi ha fatto tornare indietro nel tempo.
Mangia.

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