Francesco Guccini: il mio ricordo tra musica, poesia e libertà
Ciao Francesco,
anche Guccini ha raggiunto la casa del Padre.
In questi giorni si è detto tanto su di lui, su un uomo che ha scritto pezzi indimenticabili, canzoni che hanno accompagnato generazioni intere. Dalla sua musica traspare una persona profondamente controcorrente: testi pungenti, critici verso tutti, senza paura di mettere in discussione il mondo, la politica, la società e anche noi stessi. È già stato detto tutto dai " palati fini dell’editoria italiana", dai grandi esperti, dai critici musicali. Nel mio piccolo ci sono anch’io, attraverso queste pagine di libertà, in questo Blog con una manciata di visitatori al mese, ma grazie al cielo posso ancora esprimere le mie emozioni, raccontare quello che sento e condividere i miei pensieri. Guccini è stato un cantautore, un poeta, una persona che molti hanno quasi santificato per la sua capacità di raccontare la vita. Io non ho certo la classe, la cultura o la bravura di tanti scrittori ed editori che hanno parlato di lui. Però, nel mio piccolissimo spazio, voglio ricordarlo a modo mio.
Voglio ricordarlo attraverso le parole di un conoscente, un cantante, che anni fa mi raccontò una cosa che mi è rimasta impressa.
Mi disse: “L’ho azzardata. Sono andato a casa di Guccini a Pavana. Mi ha aperto la porta, mi ha fatto accomodare, mi ha preparato un caffè. Ha ascoltato la mia musica. Non mi ha dato false speranze, come spesso accade in questo mondo, però mi ha ascoltato”.
E forse è proprio questo il punto.
In un mondo dove tanti promettono, dove molti fanno grandi discorsi e poi dimenticano le persone, trovare qualcuno che semplicemente ti ascolta, che ti dedica un momento e ti tratta con gentilezza, vale tantissimo.
Guccini forse era proprio così: un uomo capace di rimanere vicino alla gente, senza bisogno di costruire un personaggio.
Per ricordarlo voglio dedicargli una sua canzone, una delle tante che mi hanno conquistato. Non è forse tra le più citate, non è stata uno dei suoi singoli più famosi, ma a me piace. E in fondo questo Blog nasce anche per questo: raccontare quello che emoziona, non quello che va necessariamente di moda.
Oggi, per ricordare Francesco Guccini, torniamo allora a una traccia dell’album Stagioni.
Guccini ci porta dentro il “Blue Garden” con delicatezza, quasi in punta di piedi. Fuori è domenica sera, nevica, e dentro quel luogo le persone cercano un momento di allegria, di compagnia, di vita. È una delle sue tante fotografie dell’esistenza: piccoli momenti, persone normali, emozioni vere.
Inverno '60
Ciao Francesco.
Grazie per le parole, per le storie, per quelle canzoni che continueranno a farci pensare.
Anche questa è una piccola pagina di libertà.
Mangia.
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