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L’inesorabile scorrere del tempo



Molti non se ne accorgono, ma il tempo passa. Il tempo ci trasforma, ci cambia, ci mette davanti alla realtà della vita.

Molti vivono la propria vita inseguendo il successo finanziario, i soldi, il potere, il voler essere sempre al centro dell’attenzione, sempre in prima fila. Si fanno progetti a lunga scadenza, si immaginano un futuro infinito, quasi come se il tempo non dovesse mai presentare il conto.
Eppure il tempo, silenziosamente, si fa sentire.
Passa in modo inesorabile. Arrivano i primi acciacchi, la vista non è più quella di una volta, le mani iniziano lentamente a mostrare i segni dell’artrosi, il corpo diventa più stanco. Anche la voglia di uscire cambia. Un tempo si usciva tranquillamente tre volte alla settimana, oggi invece magari ci si limita ad una sola uscita nel weekend, giusto per stare un po’ con gli amici e respirare un po’ di compagnia.
E poi, superata una certa età, soprattutto quando si arriva ai 50 anni, qualcosa nella mente cambia davvero. Non si pensa più soltanto alla casa perfetta da comprare, al mobile giusto, alla scarpa firmata, alla televisione enorme da migliaia di euro o all’auto più bella del vicino.
Si inizia inevitabilmente a pensare ad un’altra casa.
Una casa diversa.
Una casa che non si compra con il denaro, dove non conta il lusso, non conta la piscina e non conta il prestigio sociale. Una casa che, per chi crede, ha un valore infinitamente più grande. Sto parlando della casa che il nostro Signore Gesù Cristo ha preparato per noi in Paradiso.
Molti però continuano a vivere come se fossero immortali. Come se questa vita non dovesse mai terminare. Quasi come se l’essere umano fosse diventato una sorta di intelligenza artificiale destinata a durare per sempre. Ma non è così. L’essere umano è fragile, limitato, e proprio questa fragilità dovrebbe forse insegnarci a vivere meglio il presente, con più umiltà, più amore e meno superficialità.
E allora oggi, in questa bellissima giornata di sabato, illuminata da un sole caldo che ricorda quasi l’inizio dell’estate, queste sono le mie meditazioni.
Dopo il mio solito giro al Camposanto, mi trovo qui, fuori dal parcheggio del cimitero, mentre preparo questo post da condividere con voi. Un momento semplice, quasi banale per qualcuno, ma che per me rappresenta sempre un’occasione per fermarmi a pensare.
Pensare a chi non c’è più.
Pensare al tempo che passa.
Pensare a quanto spesso ci perdiamo dietro cose che, alla fine, forse contano molto meno di quello che crediamo.
Se volete, potete discuterne nei commenti, lasciare un vostro pensiero oppure semplicemente leggere queste parole in silenzio, magari prendendovi qualche minuto per meditare. Per capire che il successo, il denaro e l’apparenza non sono l’unica strada possibile in questa vita.
Esistono anche le piccole cose.
Esiste il valore di un ricordo.
Esiste il silenzio di una visita al camposanto per salutare i propri cari, amici, parenti o perfino perfetti sconosciuti che hanno lasciato questo mondo per un altro mondo. Un mondo che noi non conosciamo davvero, che resta incerto agli occhi dell’uomo, ma che ci viene raccontato come eterno, meraviglioso e senza fine.
Ognuno naturalmente può trarre le proprie conclusioni.
Io oggi volevo semplicemente condividere questi pensieri con voi, in questo sabato di sole e meditazione, qui nella nostra amata ultra pavese.
A voi, alle vostre famiglie e ai vostri cari, auguro davvero un bellissimo sabato, luminoso e caldo come il sole che oggi splende sopra di noi.


“E voi, vi fermate mai a pensare a quanto velocemente scorra il tempo?”

Mangia. 

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