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OnlyFans: illusione d’amore e mercato della solitudine



Molti ci arrivano per cercare qualcosa:
chi cerca l’amore,
chi un contatto,
chi solo un po’ di compagnia (le virgolette sono d’obbligo).

Ma su quella piattaforma si trova spesso solo indifferenza.
Affetti, amicizia, calore umano: tutto è condizionato, monetizzato, filtrato dal corpo.
Ogni cosa passa da lì.

Pasolini lo aveva previsto.
Il desiderio è diventato merce, il dialogo contratto, l’anima tariffa oraria.
Non c’è più spazio per un abbraccio, un bacio sul divano, la dolcezza in silenzio,
la mano sulla schiena nel letto freddo.
Ci si separa da tutto ciò che è umano.
Si resta soli, pur essendo in mille chat.

Per molti, OnlyFans è diventato l’illusione di essere desiderati.
Ma spesso è solo un altro modo per farti pagare la tua solitudine.

Non c'è ascolto, non c'è cura.
Solo numeri, like, e corpi in vetrina.

Nel frattempo, chi cercava solo un po’ di calore,
resta al freddo, con il conto corrente svuotato da un corpo comprato, anonimo, freddo.

Poveri uomini sempre più soli, repressi e presi in giro, solo per spillare soldi.
Le donne di OnlyFans sono ormai ridotte a slot machine da casinò:
nessuno si curerà dei soldi che hai speso,
e se sei sull’astrico... affari tuoi.

Mangia.

Questo post non è autobiografico.
È solo una riflessione personale, profonda, sul mondo di OnlyFans, che ritengo becero e disumanizzante.
Non provo odio verso nessuno, ma sono molto critico verso una piattaforma che monetizza i vuoti, illude i fragili e raffredda i rapporti umani.

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