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| In Foto Alberto Davoli, immagine è di proprietà di RMC, e utilizzata senza fine commerciale, l'abbiamo reperita qua: https://www.facebook.com/radiomontecarlo , se non può essere utilizzata la Rimuovo, senza problemi. |
Una vita dedicata alla radio
Oggi è un giorno triste per tutti noi che amiamo la Radio. Ci ha lasciato Alberto di Radio Monte Carlo, un grandissimo conduttore, uno speaker vero, di quelli che nascono dalla gavetta. Dai primi passi a Rete Otto Network di Varese, passando per Radio Marconi, fino al grande salto nell’olimpo della radiofonia con R101, per poi arrivare a Radio Monte Carlo. Un percorso, duro, costruito con passione, sacrificio e talento. Oggi, questa bella giornata di sole, viene squarciata da una notizia che lascia senza parole. Se ne va una voce, ma resta tutto quello che ha saputo trasmettere a chi, come noi, la radio la vive davvero.
Il ricordo personale di un ascoltatore
Personalmente, mi ha tenuto compagnia per anni, dagli anni ’90 fino ad oggi.Anche quando la voce era stanca e provata, era sempre lui: allegro, simpatico. Dalla radio si percepiva tutta la sua umiltà. Oltre la barriera delle onde radio entrava in casa un amico, una bella persona.
Riposa in pace, caro Alberto.
Le ultime parole di Alberto Davoli dall’ospedale
In questo periodo difficile, proprio uno degli ultimi post pubblicati da Alberto Davoli sul suo profilo Facebook assume oggi un significato ancora più profondo, quasi sospeso tra dolore, riflessione e speranza:
Vivere tra le mura asettiche di un ospedale significa abitare un tempo sospeso, dove il dolore è soprattutto un logorio dell’anima: fuori la vita scorre inutilmente frenetica, mentre dentro tutto si ferma al ritmo monotono di una flebo o di un macchinario per il controllo dei parametri. Così, giorno e notte.
E ci si sente fragili, esposti, come se il nostro corpo non ci appartenesse più, diventando territorio di indagine per estranei. È la solitudine di chi, pur circondato da tanti (troppi) pazienti, deve affrontare il peso dell'attesa e la paura del domani.
In questa nudità emotiva, anche un piccolo gesto di umanità diventa l'unico appiglio per non smarrirsi nella nebbia di questi luoghi fatti di Professionisti fuori dal comune, cercando di restare integri, mentre tutto intorno parla di malattia.
Dovevano essere cinque giorni. Sono diventati venti. Ma domani sarà… Casa. Perché anche da lì ci sarà da fare. A partire dalla mia amata Radio prossimamente ♥️
Parole che oggi fanno ancora più male, perché raccontano la fragilità, l’attesa, la speranza… e quella voglia di tornare alla vita e alla propria passione, proprio la radio.
Ciao Alberto,
mi piace immaginarti adesso circondato dai tuoi amati cagnolini e da tanti animaletti che ti fanno festa.
Sono Andrea, uno dei tanti ascoltatori che ti hanno voluto bene. Uno di quelli che ti ha seguito nel tempo, apprezzandoti non solo come professionista, ma anche come persona.
Quel video con il cagnolino che avevi adottato racconta più di mille parole su chi sei stato.
Riposa in pace caro Alberto.
Mangia.

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