Un tempo, verso quest’ora, la casa si animava: si fermavano i preparativi per l’uscita del sabato sera. Qualche discoteca, qualche locale, gli amici, un disco pub… eravamo liberi, o almeno credevamo di esserlo. Si era veramente zingari, si viveva ogni istante senza pensare troppo al domani. La vita era fatta di musica, risate e passi di danza sul pavimento di una pista illuminata a neon.
Oggi, a distanza di tanti anni, la scena è cambiata. Non metto più piede in discoteca, il sabato non esco come un tempo. La mia serata è questa: un brodino caldo in mano, a godermi questa splendida giornata di sabato che precede la Santa Pasqua. Gli anni passano, il corpo accusa il tempo che scorre: un po’ di dolori muscolari, l’artrosi che si fa sentire, e la compagnia costante della televisione, con i soliti film, i dibattiti politici, e il mio piccolo rituale serale.
Eppure, nonostante tutto, i ricordi rimangono vivi. Quei momenti di spensieratezza con gli amici, le risate improvvise, le notti di musica e di libertà — sono tutti lì, impressi nella memoria. Li guardo con nostalgia, osservando me stesso invecchiare, ma con un sorriso. Perché quei ricordi, anche se passati, rimangono sempre graditi.
Questa vigilia pasquale la passo così, semplice e tranquilla. Con il mio brodino caldo che scalda corpo e anima. Perché, in fondo, se si raffredda… peggio per me!
A tutti voi, buona vigilia Pasquale. Che possiate trovare la vostra piccola felicità nelle cose semplici, nei gesti quotidiani, e nei ricordi che ci rendono chi siamo.
Con affetto,
Mangia.

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