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Il Gattino del Camposanto di Broni: Una Presenza Silenziosa che Ha Toccato il Cuore di tutti noi


Quest’oggi, sabato, il mio solito giro al camposanto per trovare tutti i miei cari defunti: familiari, amici di famiglia, ma anche perfetti sconosciuti.

È un sabato mattina soleggiato, eppure nel mio cuore c’è molta tristezza. Nelle mie camminate del sabato, infatti, mi capitava spesso di incontrare un piccolo animaletto indifeso: un gattino che aveva trovato in questo luogo di pace e serenità la sua casa. Lontano da occhi indiscreti, lontano dai pericoli.

Questo gattino mi accompagnava ogni sabato, silenziosamente, nelle mie passeggiate tra il mondo dei vivi e quello dei cari trapassati. Ma oggi non c’è più.

Purtroppo qualcuno lo ha preso a bastonate. Così sembra, da quanto ho letto in un post molto attendibile di un’amica di famiglia che raccontava l’accaduto.

È davvero una cosa brutta. Oggi questo luogo sembra molto più triste, senza il suo piccolo custode. Questo custode silenzioso e amichevole, che spesso ti accompagnava a visitare i tuoi cari, non c’è più… e purtroppo non ci sarà più.

Effettivamente, a volte la cattiveria umana va oltre ogni limite e arriva persino a colpire un animale indifeso, che non faceva nulla se non accompagnarti, in silenzio, tra le tombe di chi aspetta ancora una tua visita.

Eppure, questo gatto, per il camposanto del mio paese, era qualcosa di simbolico. Tutti lo amavano. Certo, c’era sempre qualcuno che aveva da ridire per le solite questioni igieniche… ma, come ben sappiamo, l’animo umano spesso trova sempre qualcosa che non va.

Io, però, questo gattino lo ricordo bene.

Un giorno era lì, sulla tomba di mia mamma e di mio papà. Mi guardava fisso negli occhi, come per dire: “Finalmente sei arrivato, era ora.”

Un’altra volta, quasi per caso, si è fatto notare e mi ha accompagnato fino alla tomba di una piccola anima: un ragazzo, Gabriele, che troppo giovane ha raggiunto la casa del Padre. Il gattino, in silenzio, sembrava indicarmi proprio quella tomba, come se quel ragazzo — e tanti altri bambini — avessero bisogno di una preghiera.

E così è stato.

Altre volte lo trovavo sulla lapide di mia zia, come se mi stesse aspettando. Oppure sbucava all’improvviso vicino alla tomba di un’amica di famiglia, che amava molto i gatti. Mi guardava negli occhi e iniziava a miagolare.

Oggi è un giorno triste, perché non rivedrò più questo piccolo amico. Questa micetta che accompagnava noi, esseri umani — a volte così distratti, a volte così duri — nel nostro cammino tra chi non c’è più, ma continua a vivere nei nostri ricordi.

Ciao, caro gattino. Spero che tu possa stare meglio.

Per fortuna non è morto. Però fa fatica a camminare e verrà adottato da una famiglia.

Per me, però, resterà sempre uno dei ricordi più belli di questo luogo: un luogo di silenzio, di pace, ma anche profondamente emozionante.

Ciao, cara micia.

Mangia.

Commenti

  1. Anche io lo vedevo spesso e si fermava , si faceva accarezzare e mi seguiva fino a dove facevo visita e stava con me tutto il tempo , se ciò fosse vero che l'hanno preso a bastonate è molto triste , e spero che non si vero

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