La Zanzara - Giuseppe Cruciani e David Parenzo
Tra i miei programmi preferiti devo ammetterlo: ascolto spesso la radio. E tra le trasmissioni che seguo con più interesse c’è senza dubbio La Zanzara, storico programma di Radio 24, in onda dal lunedì al venerdì dalle 18:30 fino alle 20:48 (un minuto meno).
La trasmissione è condotta da molti anni dai giornalisti – ma anche artisti e scrittori – Giuseppe Cruciani e David Parenzo, insieme alla talentuosa regista Roberta Frisani, che interagisce con i conduttori attraverso voci di ascoltatori, suoni campionati e sottofondi assurdi perfettamente in sintonia con il clima del talk show. Un trio che ha saputo costruire nel tempo uno stile unico: diretto, provocatorio e spesso sopra le righe.
È una trasmissione che fa discutere. Molti si indignano per il tono, per la volgarità, per le parolacce, o per certi ospiti che vengono proposti in studio, soprattutto da Giuseppe Cruciani.
Una radio senza filtri
Proprio questa sera abbiamo assistito a una scena davvero esemplare: Giuseppe Cruciani, piegato a 90 gradi, che inscenava – attraverso il mezzo radiofonico – una posizione cosiddetta “a pecora”. Un gesto che ai più fa pensare a un atto sessuale, qualcosa che può far storcere il naso a molti ascoltatori.
Eppure è proprio questo il punto: La Zanzara non ha paura di esagerare.
Spesso vengono toccati temi legati alla sessualità, al costume, alle relazioni, anche del mondo LGBTQ+. Alcuni si indignano, soprattutto quando secondo loro Cruciani interpreta o plasma a modo suo certe tematiche della sfera omosessuale.
Una trasmissione irriverente ma anche divertente
Personalmente, però, la vedo in modo diverso.
Ci vedo una trasmissione divertente, irriverente e unica nel suo genere. Non direi neanche volgare o sconcia nel senso stretto del termine. Alla fine vengono trattati temi di attualità, politica e costume con una buona dose di ironia.
E diciamocelo con sincerità: dopo una giornata di lavoro, magari stressante, in cui molti hanno discusso con colleghi o con il capo, ascoltare una trasmissione come La Zanzara può diventare anche una valvola di sfogo.
È una radio un po’ ardita, certo, ma proprio per questo diversa da molte altre.
Non una trasmissione costruita
Molti programmi radiofonici provano ad avere uno stile simile, soprattutto nelle fasce pomeridiane. Ma spesso la volgarità appare costruita, forzata, quasi scontata.
La Zanzara invece, a mio avviso, è qualcosa di più.
È la voce di un popolo. La voce di quell’Italia che si indigna per i fatti di cronaca, per la politica, per i cambiamenti della società.
Ma è anche una finestra su mondi che spesso restano nascosti: quello dei siti di incontri, delle piattaforme come OnlyFans, dove ragazze molto giovani decidono di mostrare il proprio corpo o situazioni intime in cambio di denaro.
Temi controversi, certo. Ma che fanno parte della realtà contemporanea.
Il ricordo della segreteria telefonica di Radio Radicale
Per certi versi La Zanzara mi ricorda un’esperienza storica della radio italiana: la mitica segreteria telefonica di Radio Radicale negli anni ’80 e ’90.
Molti ricorderanno che Radio Radicale rischiava la chiusura. Fu allora che Marco Pannella, insieme allo staff della radio, propose una segreteria telefonica aperta al popolo italiano.
I messaggi venivano trasmessi senza filtri e senza censure.
Ed è proprio questa la sensazione che dà anche La Zanzara: una trasmissione in cui le voci degli ascoltatori entrano in diretta senza troppe barriere.
L’italiano medio diventa protagonista
Alla fine il vero protagonista della trasmissione diventa spesso l’italiano medio.
L’ascoltatore chiama, racconta la sua storia, esprime la sua opinione sulla politica, sulla cronaca o sul costume.
In un certo senso diventa quasi un co-conduttore di Cruciani e Parenzo, portando il proprio contributo – a volte colorito, a volte provocatorio – al dibattito pubblico.
E questo rende la trasmissione imprevedibile, viva, autentica.
Una finestra sull’Italia reale
E allora, a mio avviso, ben venga Cruciani a 90 gradi, ben venga questa ironia un po’ sopra le righe.
Perché alla fine ci fa divertire, ci fa ridere, e magari ci fa anche riflettere.
Dopo una giornata di lavoro stressante, piena di problemi personali o di preoccupazioni, La Zanzara diventa una finestra sull’Italia reale.
Un’Italia che discute, litiga, ride, si indigna.
Ma soprattutto un’Italia che ogni tanto ha bisogno di sorridere.
Perché, come diceva qualcuno:
“Una giornata senza sorriso è una giornata persa.” (cit. Charlie Chaplin).
Sito ufficiale di Radio 24: https://www.radio24.ilsole24ore.com
Mangia.

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