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La sottile linea di confine


La mattina presto, al camposanto, si odono solo silenzio, pace e tranquillità. Ad ascoltarmi sono soltanto i miei passi, mentre attraverso il mondo dei morti. Fa forse freddo; un timido sole si affaccia tra le tombe, tra le cappelle, ed io mi ritrovo a pensare a un’altra verità, sicuramente uno dei temi fondamentali della nostra esistenza, che purtroppo non riesco a risolvere: chissà come sarà il mondo dall’altra parte.

Noi siamo sempre più coinvolti in questo mondo mortale, fatto di materialismo, di necessità, di lavoro, di desiderio di emergere. E laggiù, invece, c’è tutto un altro mondo, che possiamo solo immaginare. Chissà come sarà.

Di certo, lì il denaro non è la parola chiave per la felicità. La felicità sarà, probabilmente, ritrovare i volti dei nostri cari, il loro sguardo, il loro sorriso.

E così la mattinata giunge alla fine. È arrivato il momento di uscire dal mondo dei nostri defunti e tornare al mondo della vita attuale. La barriera è sottile, a volte invisibile, e ci ricorda quali siano davvero le cose che contano nella vita.

Forse loro, anche quando non li vediamo, ci guidano e ci aiutano a vivere meglio.

Mangia. 

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