Passa ai contenuti principali

Le madeleine di Proust: il significato del ricordo che nasce da un sapore

Le Madeleine di Marcel Proust Tratto da M. Proust,  

Alla ricerca del tempo perduto 

Un giorno d’inverno, tornando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di bere una tazza di tè, cosa che di solito non facevo. All’inizio rifiutai, poi però, senza un motivo preciso, cambiai idea. Fece portare uno di quei dolcetti chiamati madeleine, piccoli e morbidi, a forma di conchiglia.

Quasi senza pensarci, immersi un pezzetto di madeleine nel tè e lo portai alla bocca. Ma appena il sapore arrivò al palato, successe qualcosa di strano: provai una sensazione di piacere improvviso, fortissimo, che non riuscivo a spiegarmi. Era come se tutto il resto non contasse più: i problemi, le preoccupazioni, perfino il tempo sembravano sparire. Mi sentivo diverso, come se quel momento mi avesse trasformato.

Mi chiesi da dove venisse quella sensazione. Sapevo che era legata al gusto del tè e del dolce, ma allo stesso tempo era qualcosa di molto più grande. Provai a bere un altro sorso, poi un altro ancora, ma l’effetto diminuiva. Capì che la risposta non era nel tè, ma dentro di me. Era come se quel sapore avesse risvegliato qualcosa che già esisteva, ma che non riuscivo ancora a capire.

Allora cercai di concentrarmi, di ritrovare quella sensazione. Ripensai al momento in cui avevo assaggiato il tè, cercando di far riaffiorare il ricordo. Ma non era facile: era come cercare qualcosa nascosto molto in profondità dentro di me. Più ci provavo, più sembrava sfuggirmi.

A un certo punto smisi di sforzarmi e lasciai perdere, quasi distratto. Ed è proprio allora che, all’improvviso, il ricordo emerse chiaramente. Quel sapore mi riportava a quando, da bambino, la domenica mattina, andavo a salutare mia zia Léonie a Combray. Lei mi offriva una madeleine immersa nel tè o nel tiglio.

Fino a quel momento non avevo riconosciuto quel ricordo, perché per tanto tempo era rimasto nascosto dentro di me. Ma grazie al gusto, è tornato alla luce con tutta la sua forza. E insieme a quel ricordo, tornarono anche le immagini: la casa, la città, le strade, i momenti della mia infanzia.

Così capii che certi ricordi non scompaiono mai davvero. Anche quando sembrano perduti, restano dentro di noi, nascosti, pronti a riemergere grazie a una sensazione, come un odore o un sapore. E quando tornano, lo fanno con un’intensità incredibile, facendoci rivivere il passato come se fosse presente.

Un giorno d’inverno, tornando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di bere una tazza di tè, cosa che di solito non facevo. All’inizio rifiutai, poi però, senza un motivo preciso, cambiai idea. Fece portare uno di quei dolcetti chiamati madeleine, piccoli e morbidi, a forma di conchiglia.

Quasi senza pensarci, immersi un pezzetto di madeleine nel tè e lo portai alla bocca. Ma appena il sapore arrivò al palato, successe qualcosa di strano: provai una sensazione di piacere improvviso, fortissimo, che non riuscivo a spiegarmi. Era come se tutto il resto non contasse più: i problemi, le preoccupazioni, perfino il tempo sembravano sparire. Mi sentivo diverso, come se quel momento mi avesse trasformato.

Mi chiesi da dove venisse quella sensazione. Sapevo che era legata al gusto del tè e del dolce, ma allo stesso tempo era qualcosa di molto più grande. Provai a bere un altro sorso, poi un altro ancora, ma l’effetto diminuiva. Capì che la risposta non era nel tè, ma dentro di me. Era come se quel sapore avesse risvegliato qualcosa che già esisteva, ma che non riuscivo ancora a capire.

Allora cercai di concentrarmi, di ritrovare quella sensazione. Ripensai al momento in cui avevo assaggiato il tè, cercando di far riaffiorare il ricordo. Ma non era facile: era come cercare qualcosa nascosto molto in profondità dentro di me. Più ci provavo, più sembrava sfuggirmi.

A un certo punto smisi di sforzarmi e lasciai perdere, quasi distratto. Ed è proprio allora che, all’improvviso, il ricordo emerse chiaramente. Quel sapore mi riportava a quando, da bambino, la domenica mattina, andavo a salutare mia zia Léonie a Combray. Lei mi offriva una madeleine immersa nel tè o nel tiglio.

Fino a quel momento non avevo riconosciuto quel ricordo, perché per tanto tempo era rimasto nascosto dentro di me. Ma grazie al gusto, è tornato alla luce con tutta la sua forza. E insieme a quel ricordo, tornarono anche le immagini: la casa, la città, le strade, i momenti della mia infanzia.

Così capii che certi ricordi non scompaiono mai davvero. Anche quando sembrano perduti, restano dentro di noi, nascosti, pronti a riemergere grazie a una sensazione, come un odore o un sapore. E quando tornano, lo fanno con un’intensità incredibile, facendoci rivivere il passato come se fosse presente.

Le Madeleines di Marcel Proust Tratto da M. Proust, Alla ricerca del tempo perduto

Commenti

Post popolari in questo blog

Rimpatriata con gli Amici d’Infanzia: Ricordi Indimenticabili degli Anni ’80 a Broni

Una Serata Speciale con gli Amici di Sempre Giusto una settimana fa ho vissuto una di quelle serate che restano nel cuore. Una splendida rimpatriata con tanti amici d’infanzia e di gioventù, persone con cui ho condiviso momenti semplici ma indimenticabili. Tra i presenti c’era addirittura un mio caro compagno delle scuole elementari. Sì, le chiamerò sempre così: Elementari . Oggi si dice “Scuola Primaria”, ma per chi è cresciuto negli anni ’70 e ’80 quel nome conserva un valore speciale, pieno di ricordi autentici. Purtroppo mancavano alcuni amici storici, ma molti altri hanno deciso di uscire dai miei ricordi per tornare fisicamente presenti, con lo stesso sorriso di allora e quella complicità che il tempo non cancella mai. Naturalmente non potevano mancare le mie sorelle, , presenza fondamentale nei ricordi di quegli anni meravigliosi. Se devo partire dall’inizio, tra i presenti c’era Mauro, mio compagno di classe alle scuole elementari — oggi fa più moderno dire “scuola primaria”, ...

Il Gattino del Camposanto di Broni: Una Presenza Silenziosa che Ha Toccato il Cuore di tutti noi

Quest’oggi, sabato, il mio solito giro al camposanto per trovare tutti i miei cari defunti: familiari, amici di famiglia, ma anche perfetti sconosciuti. È un sabato mattina soleggiato, eppure nel mio cuore c’è molta tristezza. Nelle mie camminate del sabato, infatti, mi capitava spesso di incontrare un piccolo animaletto indifeso: un gattino che aveva trovato in questo luogo di pace e serenità la sua casa. Lontano da occhi indiscreti, lontano dai pericoli. Questo gattino mi accompagnava ogni sabato, silenziosamente, nelle mie passeggiate tra il mondo dei vivi e quello dei cari trapassati. Ma oggi non c’è più. Purtroppo qualcuno lo ha preso a bastonate. Così sembra, da quanto ho letto in un post molto attendibile di un’amica di famiglia che raccontava l’accaduto. È davvero una cosa brutta. Oggi questo luogo sembra molto più triste, senza il suo piccolo custode. Questo custode silenzioso e amichevole, che spesso ti accompagnava a visitare i tuoi cari, non c’è più… e purtroppo non ci...

Pride di Piacenza: tra festa, diritti e politica – la mia prima esperienza

In questi giorni, mentre l’attenzione internazionale è rivolta al #Pride di Budapest, anche in Italia si moltiplicano i cortei dell’orgoglio LGBTQ+. E così, per la prima volta, ho partecipato al Pride di Piacenza. Sono andato mosso dalla curiosità, senza troppe aspettative. Non avevo bandiere da sventolare, né slogan in tasca. Solo la voglia di capire da vicino cosa succede in questi eventi di piazza, così discussi e così simbolici. E sapete una cosa? Mi è piaciuto. C’erano tante persone sorridenti, un’energia positiva, musica, colori, rispetto. Nessun odio. Era una vera festa, nel senso più bello e pacifico del termine. Ma… una riflessione voglio condividerla. Ho trovato il Pride anche un po’ troppo politicizzato. Messaggi geopolitici (Israele, Palestina), riferimenti ideologici forti, simboli che forse non parlano a tutti. Mi è tornato in mente il "compagno Fantozzi": un’icona tragica e grottesca di chi si adegua a qualcosa che non comprende del tutto. Eppure, esistono anc...