Passa ai contenuti principali

Donald Trump: il ritorno del candidato fuori dagli schemi alla guida degli Stati Uniti



Le ezioni americane non hanno richiesto solo femminilità, cultura o eleganza, come incarnato dalla figura di Kamala Harris. È tornato lui, Donald Trump, il personaggio che ha polarizzato e diviso l’opinione pubblica americana e internazionale per anni. Dopo un periodo segnato da polemiche e processi, l’America ha scelto di ridargli fiducia.

A mio avviso, buona parte della vittoria di Donald Trump è attribuibile anche all’influenza di Elon Musk, oggi proprietario di Twitter (ora noto come X). Grazie al suo sostegno, sia morale che pratico, Trump ha potuto contare su un appoggio importante, in grado di amplificare il suo messaggio e consolidare la sua base elettorale.

In questa sfida, possiamo dire che la femminilità, l’apertura culturale e il volto più inclusivo dell’America hanno ceduto al carisma potente e controverso di Trump, un personaggio ruvido e, in molti sensi, fuori dagli schemi. Con un approccio diretto e spesso colorito, Trump ha saputo farsi strada come l’“uomo forte” di un’America che guarda al pragmatismo e alla tradizione.

Ora, la domanda su come l'America affronterà i temi più delicati si fa sempre più pressante. Con una maggioranza repubblicana e una classe conservatrice a sostenerlo, si prevede che argomenti come i diritti civili, l’aborto e la religione torneranno prepotentemente al centro del dibattito politico. Saranno mesi e anni decisivi per comprendere le direzioni che prenderà l’amministrazione americana e l’impatto che avrà sul piano internazionale.

In conclusione, non resta che augurare buon lavoro al nuovo Presidente. Come da tradizione, un pensiero va anche agli sconfitti, che meritano l’onore delle armi per la campagna condotta.

Buona giornata a tutti!

Mangia. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Un’8 marzo indimenticabile: il ricordo di una notte speciale con i Cari Amici.

Quando il divertimento nasce da un’idea folle Era l’8 marzo 2003, una di quelle serate che nascono senza troppe aspettative ma che si trasformano in ricordi indelebili. Insieme ai miei amici più cari, decidemmo di regalarci una notte all’insegna della spensieratezza, travestendoci da donne e portando un pizzico di follia nelle strade della nostra città. L’idea ci sembrò subito esilarante: abiti sgargianti, trucco pesante e tacchi improbabili. Ci ritrovammo tutti a casa mia per la preparazione: tra risate, battute e qualche inciampo, ci trasformammo in versioni irriverenti di noi stessi. Non volevamo solo divertirci, ma far divertire anche chiunque incrociasse il nostro cammino. Il bar di Fiorenzuola d’Arda: il primo palco della serata Una volta pronti, ci dirigemmo verso un bar di Fiorenzuola d’Arda, un locale anonimo come tanti, ma che per quella notte sarebbe diventato il nostro palcoscenico. L’ingresso fu trionfale: tra sguardi increduli e risate, riuscimmo a coinvolgere tutti i pr...

Pride di Piacenza: tra festa, diritti e politica – la mia prima esperienza

In questi giorni, mentre l’attenzione internazionale è rivolta al #Pride di Budapest, anche in Italia si moltiplicano i cortei dell’orgoglio LGBTQ+. E così, per la prima volta, ho partecipato al Pride di Piacenza. Sono andato mosso dalla curiosità, senza troppe aspettative. Non avevo bandiere da sventolare, né slogan in tasca. Solo la voglia di capire da vicino cosa succede in questi eventi di piazza, così discussi e così simbolici. E sapete una cosa? Mi è piaciuto. C’erano tante persone sorridenti, un’energia positiva, musica, colori, rispetto. Nessun odio. Era una vera festa, nel senso più bello e pacifico del termine. Ma… una riflessione voglio condividerla. Ho trovato il Pride anche un po’ troppo politicizzato. Messaggi geopolitici (Israele, Palestina), riferimenti ideologici forti, simboli che forse non parlano a tutti. Mi è tornato in mente il "compagno Fantozzi": un’icona tragica e grottesca di chi si adegua a qualcosa che non comprende del tutto. Eppure, esistono anc...

OnlyFans: illusione d’amore e mercato della solitudine

Molti ci arrivano per cercare qualcosa: chi cerca l’amore, chi un contatto, chi solo un po’ di compagnia (le virgolette sono d’obbligo). Ma su quella piattaforma si trova spesso solo indifferenza. Affetti, amicizia, calore umano: tutto è condizionato, monetizzato, filtrato dal corpo. Ogni cosa passa da lì. Pasolini lo aveva previsto. Il desiderio è diventato merce, il dialogo contratto, l’anima tariffa oraria. Non c’è più spazio per un abbraccio, un bacio sul divano, la dolcezza in silenzio, la mano sulla schiena nel letto freddo. Ci si separa da tutto ciò che è umano. Si resta soli, pur essendo in mille chat. Per molti, OnlyFans è diventato l’illusione di essere desiderati. Ma spesso è solo un altro modo per farti pagare la tua solitudine. Non c'è ascolto, non c'è cura. Solo numeri, like, e corpi in vetrina. Nel frattempo, chi cercava solo un po’ di calore, resta al freddo, con il conto corrente svuotato da un corpo comprato, anonimo, freddo. Poveri uomini sempre più soli, re...