Passa ai contenuti principali

Un nuovo anno, una grande emozione chiamata BBC

Un'emozione intensa chiamata BBC

Per uno speaker radiofonico di paese — così amo definirmi, e non certo un conduttore da grande network — poter anche solo vedere la sede della mitica BBC è stata un’emozione fortissima. Un momento che porterò sempre con me, perché racchiude tutta la passione per la radio che mi accompagna da sempre.

Mi sentivo come un bambino la mattina di Natale, quando scarta il regalo che desiderava più di ogni altro. Entrare in quei luoghi significa entrare nella storia della radio e della televisione mondiale, una storia fatta di voci, notizie, cultura e libertà di informazione.

L'importanza storica della BBC

La BBC, nel corso degli anni, non è stata soltanto un punto di riferimento culturale, ma anche storico. Forse i nostri nonni o bisnonni la ascoltavano di nascosto, spesso in clandestinità, durante i periodi più bui della storia europea, per cercare notizie imparziali, non filtrate dalla propaganda. Quelle onde radio rappresentavano una finestra sul mondo, una speranza, una voce libera capace di attraversare confini e silenzi.

La BBC oggi?

Ancora oggi la BBC continua a essere una delle realtà radiofoniche e televisive più autorevoli e rispettate al mondo, sinonimo di qualità, credibilità e passione per l’informazione. Visitare la sua sede è stato come toccare con mano tutto questo: il passato, il presente e il futuro della comunicazione.

Un’esperienza intensa, fatta di emozioni autentiche, di profondo rispetto per chi ha costruito questa storia e di un amore per la radio che non smette mai di crescere.

Con l’inizio del nuovo anno, desidero augurare a tutti voi e alle vostre famiglie un 2026 ricco di pace, serenità, salute e tante piccole e grandi gioie. Che sia un anno capace di regalarci emozioni vere, sogni da inseguire e tanta buona radio da ascoltare, raccontare e vivere insieme.

Mangia.

Sito ufficiale della Radio Televisione Inglese, disponibile a questo link.

Commenti

Post popolari in questo blog

Un’8 marzo indimenticabile: il ricordo di una notte speciale con i Cari Amici.

Quando il divertimento nasce da un’idea folle Era l’8 marzo 2003, una di quelle serate che nascono senza troppe aspettative ma che si trasformano in ricordi indelebili. Insieme ai miei amici più cari, decidemmo di regalarci una notte all’insegna della spensieratezza, travestendoci da donne e portando un pizzico di follia nelle strade della nostra città. L’idea ci sembrò subito esilarante: abiti sgargianti, trucco pesante e tacchi improbabili. Ci ritrovammo tutti a casa mia per la preparazione: tra risate, battute e qualche inciampo, ci trasformammo in versioni irriverenti di noi stessi. Non volevamo solo divertirci, ma far divertire anche chiunque incrociasse il nostro cammino. Il bar di Fiorenzuola d’Arda: il primo palco della serata Una volta pronti, ci dirigemmo verso un bar di Fiorenzuola d’Arda, un locale anonimo come tanti, ma che per quella notte sarebbe diventato il nostro palcoscenico. L’ingresso fu trionfale: tra sguardi increduli e risate, riuscimmo a coinvolgere tutti i pr...

Pride di Piacenza: tra festa, diritti e politica – la mia prima esperienza

In questi giorni, mentre l’attenzione internazionale è rivolta al #Pride di Budapest, anche in Italia si moltiplicano i cortei dell’orgoglio LGBTQ+. E così, per la prima volta, ho partecipato al Pride di Piacenza. Sono andato mosso dalla curiosità, senza troppe aspettative. Non avevo bandiere da sventolare, né slogan in tasca. Solo la voglia di capire da vicino cosa succede in questi eventi di piazza, così discussi e così simbolici. E sapete una cosa? Mi è piaciuto. C’erano tante persone sorridenti, un’energia positiva, musica, colori, rispetto. Nessun odio. Era una vera festa, nel senso più bello e pacifico del termine. Ma… una riflessione voglio condividerla. Ho trovato il Pride anche un po’ troppo politicizzato. Messaggi geopolitici (Israele, Palestina), riferimenti ideologici forti, simboli che forse non parlano a tutti. Mi è tornato in mente il "compagno Fantozzi": un’icona tragica e grottesca di chi si adegua a qualcosa che non comprende del tutto. Eppure, esistono anc...

OnlyFans: illusione d’amore e mercato della solitudine

Molti ci arrivano per cercare qualcosa: chi cerca l’amore, chi un contatto, chi solo un po’ di compagnia (le virgolette sono d’obbligo). Ma su quella piattaforma si trova spesso solo indifferenza. Affetti, amicizia, calore umano: tutto è condizionato, monetizzato, filtrato dal corpo. Ogni cosa passa da lì. Pasolini lo aveva previsto. Il desiderio è diventato merce, il dialogo contratto, l’anima tariffa oraria. Non c’è più spazio per un abbraccio, un bacio sul divano, la dolcezza in silenzio, la mano sulla schiena nel letto freddo. Ci si separa da tutto ciò che è umano. Si resta soli, pur essendo in mille chat. Per molti, OnlyFans è diventato l’illusione di essere desiderati. Ma spesso è solo un altro modo per farti pagare la tua solitudine. Non c'è ascolto, non c'è cura. Solo numeri, like, e corpi in vetrina. Nel frattempo, chi cercava solo un po’ di calore, resta al freddo, con il conto corrente svuotato da un corpo comprato, anonimo, freddo. Poveri uomini sempre più soli, re...