Passa ai contenuti principali

SENTIERI DELLA MEMORIA – La piscina di Broni (Oltrepò Pavese).


Immortalata in questa foto c’è la piscina di Broni, forse uno scatto del 1989 o del 1990: il canto del cigno di una struttura mitica.

Un luogo che ha visto protagonisti gli eterni ragazzi degli anni Ottanta, quelli che attendevano l’estate con trepidazione, come si aspetta un regalo. Estate voleva dire nuotare, tuffarsi, immergersi fino a perdere il fiato. Voleva dire partite improvvisate a basket, sfide a calcio balilla, risate che rimbalzavano nell’aria calda dei pomeriggi “infuocati”. Voleva dire incontri, amicizie, forse amori appena sfiorati, mai davvero iniziati, ma sufficienti a far battere il cuore. E quando l’estate finiva, finiva anche qualcosa dentro di noi,

come due innamorati che si abbracciano e si baciano alla stazione prima di salutarsi.
Con la chiusura della piscina se ne andavano i sorrisi, le risate, quella leggerezza che solo i mesi estivi sanno regalare. Noi, ragazzi e ragazze semplici di paese, salutavamo quel cancello che si chiudeva con una strana e profonda sensazione di nostalgia e tristezza.
Un altro anno cominciava, con i ritmi austeri della scuola. 

Eppure, anche nella malinconia, già aspettavamo la nuova estate, certi che lei sarebbe tornata: la nostra piscina, il nostro rifugio, il nostro piccolo mondo Felice. Io, ancora oggi, custodisco un ricordo speciale: mia mamma, sulla mitica Graziella, che mi accompagnava al primo corso di nuoto, dalle 9.00 alle 10.00 del mattino. 

L’acqua era gelida, ma bastava essere lì, in quel luogo meraviglioso, per sentirmi il bambino più felice del mondo. Il cuore, inspiegabilmente, si scaldava. Oggi tutto questo non esiste più. Restano però indelebili questi ricordi meravigliosi: frammenti di un’estate che non tornerà mai più, ma che continua a vivere, silenziosa e luminosa, dentro di me, dentro il mio cuore. 

Mangia. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Rimpatriata con gli Amici d’Infanzia: Ricordi Indimenticabili degli Anni ’80 a Broni

Una Serata Speciale con gli Amici di Sempre Giusto una settimana fa ho vissuto una di quelle serate che restano nel cuore. Una splendida rimpatriata con tanti amici d’infanzia e di gioventù, persone con cui ho condiviso momenti semplici ma indimenticabili. Tra i presenti c’era addirittura un mio caro compagno delle scuole elementari. Sì, le chiamerò sempre così: Elementari . Oggi si dice “Scuola Primaria”, ma per chi è cresciuto negli anni ’70 e ’80 quel nome conserva un valore speciale, pieno di ricordi autentici. Purtroppo mancavano alcuni amici storici, ma molti altri hanno deciso di uscire dai miei ricordi per tornare fisicamente presenti, con lo stesso sorriso di allora e quella complicità che il tempo non cancella mai. Naturalmente non potevano mancare le mie sorelle, , presenza fondamentale nei ricordi di quegli anni meravigliosi. Se devo partire dall’inizio, tra i presenti c’era Mauro, mio compagno di classe alle scuole elementari — oggi fa più moderno dire “scuola primaria”, ...

Il Gattino del Camposanto di Broni: Una Presenza Silenziosa che Ha Toccato il Cuore di tutti noi

Quest’oggi, sabato, il mio solito giro al camposanto per trovare tutti i miei cari defunti: familiari, amici di famiglia, ma anche perfetti sconosciuti. È un sabato mattina soleggiato, eppure nel mio cuore c’è molta tristezza. Nelle mie camminate del sabato, infatti, mi capitava spesso di incontrare un piccolo animaletto indifeso: un gattino che aveva trovato in questo luogo di pace e serenità la sua casa. Lontano da occhi indiscreti, lontano dai pericoli. Questo gattino mi accompagnava ogni sabato, silenziosamente, nelle mie passeggiate tra il mondo dei vivi e quello dei cari trapassati. Ma oggi non c’è più. Purtroppo qualcuno lo ha preso a bastonate. Così sembra, da quanto ho letto in un post molto attendibile di un’amica di famiglia che raccontava l’accaduto. È davvero una cosa brutta. Oggi questo luogo sembra molto più triste, senza il suo piccolo custode. Questo custode silenzioso e amichevole, che spesso ti accompagnava a visitare i tuoi cari, non c’è più… e purtroppo non ci...

Pride di Piacenza: tra festa, diritti e politica – la mia prima esperienza

In questi giorni, mentre l’attenzione internazionale è rivolta al #Pride di Budapest, anche in Italia si moltiplicano i cortei dell’orgoglio LGBTQ+. E così, per la prima volta, ho partecipato al Pride di Piacenza. Sono andato mosso dalla curiosità, senza troppe aspettative. Non avevo bandiere da sventolare, né slogan in tasca. Solo la voglia di capire da vicino cosa succede in questi eventi di piazza, così discussi e così simbolici. E sapete una cosa? Mi è piaciuto. C’erano tante persone sorridenti, un’energia positiva, musica, colori, rispetto. Nessun odio. Era una vera festa, nel senso più bello e pacifico del termine. Ma… una riflessione voglio condividerla. Ho trovato il Pride anche un po’ troppo politicizzato. Messaggi geopolitici (Israele, Palestina), riferimenti ideologici forti, simboli che forse non parlano a tutti. Mi è tornato in mente il "compagno Fantozzi": un’icona tragica e grottesca di chi si adegua a qualcosa che non comprende del tutto. Eppure, esistono anc...