Sveglia presto, come sempre: un buon caffè americano, due biscotti, e sono pronto per il mio solito giro al camposanto.
Quest’oggi, però, una sorpresa inaspettata: una piccola nevicata che riscalda il cuore e l’anima.
Passeggio, come sempre, tra le lapidi e le tombe, per dedicare un pensiero ai miei cari, ai miei conoscenti, ai miei amici, o semplicemente a chi non conosco ma a cui sento di voler donare una preghiera, un conforto. Anche una tomba sconosciuta può diventare un mezzo per ricordare una persona che è stata, di cui magari sappiamo poco o nulla, o che forse abbiamo completamente dimenticato. Eppure, una preghiera, un pensiero, sono sempre adatti.
Da un lato del camposanto scorgo un piccolo angolo, quasi nascosto agli sguardi indiscreti. Vedo delle tombe molto piccole. Sono proprio loro: piccoli bimbi, forse appena nati, che quasi subito hanno raggiunto la casa del Padre. Forse perché dovevano diventare angeli.
In questa giornata un po’ particolare, osservo queste tombe imbiancate dalla neve, una spolverata leggera che rende il camposanto ancora più affascinante. Il silenzio è rotto solo dal cadere dolce della neve.
Guardo quelle tombe completamente bianche e immagino questi bambini scorrazzare tra le nuvole del Paradiso, giocare con la neve che forse non hanno mai visto sulla terra, ma che ora, diventati angeli, possono toccare ogni volta che vogliono.
La giornata è questa:
il camposanto silenzioso,
le tombe leggermente imbiancate,
io solo a camminare tra lapidi e ricordi.
Nessun altro oltre a me. Forse le persone si sono spaventate per il tempo, per la nevicata. Chi può dirlo.
L’unica cosa certa è che questa neve ha riscaldato il cuore e ha reso questo luogo di preghiera, di meditazione e, per alcuni, anche di dolore, un posto affascinante e bello, proprio come la neve che dolcemente è caduta nella notte.
Mangia.

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