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25 Aprile – Festa della Liberazione



Quest’oggi, 25 aprile, l’Italia celebra la Liberazione dal regime nazi-fascista, una pagina fondamentale della nostra storia. Il Ventennio fu un periodo complesso, duro, segnato da profonde divisioni. C'è chi ancora oggi lo ricorda con nostalgia, altri invece lo condannano con fermezza. Ma ciò che è certo è che la Liberazione rappresenta una rinascita per l’intero Paese.

Una data attesa, sofferta, conquistata con il sangue e il coraggio: grazie all’impegno dell’esercito alleato e dei partigiani italiani, molti dei quali combattevano sulle colline e nelle montagne del nostro Paese, l’Italia poté liberarsi dalla Repubblica di Salò e dal giogo della dittatura.

È stata una guerra dura, che possiamo definire anche una guerra civile. Tanti combatterono per la Resistenza: uomini, donne, religiosi, laici, cattolici, e comuni cittadini. Ed è nostro dovere ricordare il sacrificio di tutti.

E quando diciamo “tutti”, intendiamo davvero tutti: è giusto, nelle nostre preghiere e nella memoria storica, ricordare non solo i vincitori, ma anche i vinti. Anche chi ha combattuto dalla parte sbagliata e per quella causa è morto. Ogni vita spezzata dalla guerra merita un pensiero, un ricordo, un momento di silenzio.

Un pensiero speciale va oggi all’esercito americano, che ebbe un ruolo fondamentale nella liberazione dell’Italia, risalendo il Paese da Sud verso Nord. Molti giovani soldati statunitensi hanno dato la vita per restituirci la libertà. È anche grazie a loro che è nata la Repubblica Italiana.

Mia madre mi raccontava spesso degli americani che aveva incontrato: persone gentili, cordiali, rispettose. Portavano biscotti, cioccolato, gomme da masticare ai bambini italiani. Erano benvoluti, non solo per ciò che facevano, ma per come lo facevano.

Ecco perché oggi, a distanza di tanti anni, sento il dovere di rivolgere un pensiero di gratitudine agli Stati Uniti d’America. Ai soldati di allora e alle nuove generazioni. Che possano trarre ispirazione dai loro nonni, che hanno combattuto non solo con le armi, ma con dignità e rispetto per l’umanità.

Mangia. 

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