Oggi, come faccio spesso — quasi tutti i sabati — mi sono svegliato molto presto. Appena il camposanto ha aperto, verso le sette, sono andato a fare il mio solito giro. È un momento tutto mio, silenzioso, intimo. Un momento di raccoglimento. Ma mentre mi avvicinavo alla tomba di mia mamma e di mio papà, ho notato con orrore e con stupore che il piccolo vasetto di primule che avevo messo, completo di sottovaso, era completamente sparito. Non è la prima volta che succede. Purtroppo, nel mio paese non è la prima volta che rubano i miei fiori. Fiori di pianto. Fiori che i cittadini portano insieme ai propri congiunti in questo luogo che dovrebbe essere di pace e serenità. Un gesto davvero riprovevole. Qualcuno potrebbe dire: “È solo un fiore.” Sì, è solo una piantina. Solo un fiore. Ma per noi non è solo questo. Per noi è molto di più. È un segno. È un ricordo. È un modo per continuare a sentirci vicini ai nostri cari. È come dire: “Io sono qui. Non ti dimentico.” È un gesto semplice, ma ...
Storie ed emozioni di un uomo nato nel 1971. Un blog di pensieri, ricordi e riflessioni profonde tra memoria, presente e vita vissuta.Narratore di silenzi, collezionista di attimi. Cammino tra memorie e meraviglia, dove ogni passo è preghiera e ogni sguardo un frammento di eternità. Scrivo per custodire ciò che sfugge, per dare voce all’invisibile che vibra tra le pieghe del tempo. Mangia.