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PAPA LEONE XIV PROCLAMA L’ANNO GIUBILARE FRANCESCANO

Per l’800º anniversario del transito di San Francesco d’Assisi  10 gennaio 2026 – 10 gennaio 2027 Con grande gioia la Chiesa annuncia uno speciale Anno Giubilare Francescano, istituito da Papa Leone XIV in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Durante questo anno santo, tutti i fedeli sono invitati a seguire l’esempio di San Francesco, vivendo con semplicità, pace, amore verso il prossimo e fiducia in Dio. Un Giubileo aperto a tutti Questo Anno Giubilare è rivolto in modo particolare alla Famiglia Francescana, ma la grazia è per tutti: ogni fedele, con cuore sincero e lontano dal peccato, può partecipare e ricevere l’Indulgenza plenaria. Come partecipare È sufficiente: visitare in pellegrinaggio una chiesa francescana o un luogo dedicato a San Francesco, in qualsiasi parte del mondo; partecipare con fede alle celebrazioni. Per chi non può uscire di casa Anziani, malati e persone impossibilitate a muoversi possono ugualmente ricevere l’indulgenza, unendosi ...
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Fare la coda nella vita: il Battesimo di Cristo e la lezione dell’umiltà

VICENZA, CHIESA DI S. CORONA – GIOVANNI BELLINI: IL BATTESIMO DI CRISTO. Notte a tutti. Domani, alla grande, sarò in onda in diretta su Radio Cantù Brianza FM 89.6, alle ore 09.00, dal mio HomeStudio di Broni, Oltrepò Pavese. Più che parlare di intrattenimento, sarà bello coordinare insieme alle ore 10.00 la Santa Messa di questa Domenica. Ascolteremo un capitolo immenso, profondo e toccante della vita di nostro Signore Gesù Cristo: il Battesimo nel Giordano. Sia nel rito Ambrosiano che in quello Romano, la tematica è la stessa: cambia l’evangelista, ma il messaggio resta identico. Gesù si mette in fila come tutti(ladri, prostitute..) , si abbassa, si affida. Questo capitolo ci invita all’umiltà, a non giudicare, a saperci fare da parte. A imparare, come Cristo, a “fare la coda” nella vita, ad accogliere il prossimo senza guardare il portafoglio, il vestito o la reputazione. Ringrazio Felice, editore di Radio Cantù, e i nostri sponsor, che rendono possibile questo cammino insieme. Coor...

SENTIERI DELLA MEMORIA – La piscina di Broni (Oltrepò Pavese).

Immortalata in questa foto c’è la piscina di Broni, forse uno scatto del 1989 o del 1990: il canto del cigno di una struttura mitica. Un luogo che ha visto protagonisti gli eterni ragazzi degli anni Ottanta, quelli che attendevano l’estate con trepidazione, come si aspetta un regalo. Estate voleva dire nuotare, tuffarsi, immergersi fino a perdere il fiato. Voleva dire partite improvvisate a basket, sfide a calcio balilla, risate che rimbalzavano nell’aria calda dei pomeriggi “infuocati”. Voleva dire incontri, amicizie, forse amori appena sfiorati, mai davvero iniziati, ma sufficienti a far battere il cuore. E quando l’estate finiva, finiva anche qualcosa dentro di noi, come due innamorati che si abbracciano e si baciano alla stazione prima di salutarsi. Con la chiusura della piscina se ne andavano i sorrisi, le risate, quella leggerezza che solo i mesi estivi sanno regalare. Noi, ragazzi e ragazze semplici di paese, salutavamo quel cancello che si chiudeva con una strana e profonda sen...

SENTIERI DELLA MEMORIA - Il mitico Boccio Filo di Broni (Oltrepò Pavese)

Ciò che l’uomo ha cancellato materialmente non potrà mai essere cancellato dai miei ricordi più belli. Gli anni Ottanta, gli amici, il jukebox, il ping pong, il calcio balilla, i videogames, il barettino… e l'amore. I vecchietti intenti con le bocce e le carte, custodi silenziosi di un tempo che non torna. “I luoghi scompaiono, ma l’archetipo resta: è lì che l’infanzia continua a vivere.” Bei tempi. Davvero. Mangia.

Una passeggiata al Campo Santo durante l’Epifania: silenzio, natura e un’occasione di riflessione spirituale.

Eccomi al mio solito giro al cimitero. Quest’oggi fa un po’ freddino; la temperatura, secondo me, scende anche sotto zero. Si odono solo i miei passi solitari in questo luogo di grazia, di preghiera, di meditazione e soprattutto di silenzi. Silenzi che sono spezzati dal correre di alcune lepri che scorrazzano tra le cappelle e tra le tombe. Veramente uno spettacolo immenso della natura. Non è solo una lepre, ma ce ne sono ben tre o quattro. Questo dimostra veramente la bellezza, il fascino e soprattutto l’intelligenza dell’animale, che capisce che in questo luogo sacro di pace, quiete e tranquillità trova la sua giusta collocazione, lontano dai predatori, lontano da occhi indiscreti. Si vive e si contempla, amando la natura. Il cinguettio degli uccellini ci riscalda un pochino in questa mattinata fresca e fredda. Solitario, mi fermo a regalare un pensiero, una preghiera a tutti i miei cari, a tutti i miei conoscenti, ma anche alle persone che non hanno più nessuno. E poi, da un lato d...